Sgarbi insulta gravemente la prima coppia unita a Torino. Interviene anche Appendino

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Se in passato i suoi insulti, sintomo di un disperato bisogno d'attenzione, sono stati ignorati, questa volta non si può chiudere un occhio.

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Vittorio Sgarbi ha gravemente insultato Franco e Gianni, la prima coppia gay unitasi civilmente a Torino.

Sgarbi, durante il Maurizio Costanzo Show, ha così parlato: “Quando si sono sposati i primi due gay a Torino, 80 e 82 anni, i giornalisti hanno chiesto perché lo fate. Loro hanno risposto, così lui mi accompagna all’ospedale, e per la pensione di reversibilità. Ma che cazzo di matrimonio è, chiavate e non rompete i coglioni, che senso ha”.

Se in passato i suoi vergognosi insulti, sintomo di un disperato bisogno d’attenzione, sono stati ignorati, questa volta non si può chiudere un occhio. Franco e Gianni hanno passato 52 anni insieme e solo ora vedono riconosciuta la loro famiglia: è assolutamente inammissibile che vengano apostrofati in questo modo.

E infatti le sue vili parole non sono passate inosservate: è intervenuta la sindaca Chiara Appendino, che ha twittato quanto segue:

Commenta i fatti anche Arcigay Torino, nelle parole della presidente Francesca Puopolo: “Ascoltiamo con incredulità le parole di Sgarbi durante il Maurizio Costanzo Show. Quelle parole rivolte a Franco e Gianni, due uomini il cui amore dura da 50 anni e che finalmente si sono potuti unire civilmente questa estate, ci colpiscono e si mescolano nei nostri stomaci, diventando armi taglienti che non feriscono solo i due diretti interessati ma tutta un’intera comunità di persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersex che per l’ennesima volta si vede umiliare pubblicamente in diretta nazionale. Le modalità ricordano quelle di un bullo nelle scuole: il carnefice si alza, sbeffeggia e attacca la vittima designata e il gruppo, che un po’ lo teme e un po’ lo sostiene, applaude e ride. Questo contesto genera ancora più dolore e rabbia in chi, con fatica e sudore, ha conquistato un briciolo di diritti. Ma così come il nostro lavoro nelle scuole, di contrasto continuo a fenomeni simili, procede imperterrito nella lotta al bullismo, anche in questa occasione non ci tiriamo indietro”.

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