Sharon Stone: “Legare Aids e gay, è utile solo ai moralisti”

L’attrice, in arrivo a Roma, condurrà durante la serata conclusiva dell’evento un’asta in favore della ricerca contro l’Aids. E dichiara: “Di Aids si muore ovunque, non solo in Africa”.

Sharon Stone sarà a Roma il 26 ottobre, in contemporanea alla serata conclusiva della Festa del cinema, per condurre la prima edizione italiana dell’asta in favore della ricerca sull’Aids dell’amfAR Cinema Against Aidsil.

Per l’occasione dichiara a Vanity Fair “L’Aids non è una malattia ormai sotto controllo. In realtà i sieropositivi sono 40 milioni”. La stessa attrice si metterà all’asta, ovvero batterà un portfolio di nove sue foto in tiratura unica, appositamente realizzate da Mark Liddell.

Vanity Fair dedica a Sharon Stone la copertina del numero in edicola domani e il servizio, con un’intervista, mostrerà in anteprima le immagini del prestigioso portfolio.

“A metà degli anni Ottanta, quando facevo la modella a New York, avevo molte conoscenze nel mondo della moda e del teatro. Ho visto tante persone care ammalarsi e cadere”, racconta la Stone, aggiungendo che “si è visto molto presto che non riguardava solo i gay: ma confinare la malattia alla comunità omosessuale ha fatto comodo ai moralisti”. La cena esclusiva organizzata dall’amfAR ha esaurito le prenotazioni dei tavoli che arrivano a costare anche 35mila dollari, e così tra asta e cena la fondazione potrebbe eguagliare il record dei 7 milioni raccolti a Cannes.

L’attrice sostiene che si vuol far credere la malattia sia ormai sotto controllo: ‘In realtà, i sieropositivi sono 40 milioni. Noi due stiamo parlando da dieci minuti. Ecco, in questi dieci minuti sono morti almeno dieci bambini’. Due terzi dei sieropositivi si trovano in Africa, ma “Ancora questa storia dell’Africa? E l’altro terzo dov’è? Diciamolo una volta per tutte: l’Aids non uccide solo laggiù, uccide anche in Europa e in America, e le vittime sono soprattutto le donne. Il fatto che in alcuni ambienti privilegiati ci sia facilità di accesso ai farmaci non ha risolto il problema. Però ai governanti di nessun Paese al mondo piace farlo sapere”.

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Morte le ideologie, ci resta la beneficenza. E’ una forma light di fare politica? viene chiesto all’attrice, che risponde: “Al contrario. la politica istituzionale, piuttosto, che ormai è una forma light di affrontare i problemi”.

A conclusione dell’intervista, una domanda sul privato e se abbia trovato un nuovo compagno: “E perché? A me interessa solo l’amore, quello vero. Intorno a me vedo gente insicura, che si accontenta di sentimenti di bassa lega”.

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