SIAMO PER IL MATRIMONIO GAY

Estensione della legge Mancino ai crimini omofobi. Tutela dei trans. Sì al PaCS ma solo come passo verso le nozze omosex. Ecco il coraggioso programma dei Radicali di Sinistra. L’intervista.

PISA – Nel panorama politico italiano non sono tante le voci che hanno il coraggio di levarsi in difesa dei cittadini omosessuali e transessuali. Con un centrodestra che promette battaglia contro qualsiasi iniziativa delle amministrazioni locali tesa al riconoscimento delle unioni di fatto e un centrosinistra che fatica a trovare il modo di inserire nel proprio programma di governo qualcosa di simile al PaCS francese e che si guarda bene dal parlare di matrimoni gay, come ha sottolineato lo stesso Romano Prodi, sentire pronunciare da un politico frasi come «Siamo per una riforma del Codice civile che estenda l’istituto del matrimonio anche alle coppie omosessuali» non è cosa da poco. A esprimersi in maniera così netta sono i Radicali di Sinistra, formazione nata nell’aprile 2004 per distinguersi dal Partito Radicale allora propenso ad una alleanza con la destra berlusconiana.

A dicembre i Radicali di Sinistra si sono riuniti a Correggio per un convengo che ha prodotto un programma ricco di riferimenti ai diritti civili, a proposito dei quali hanno preso posizioni decisamente all’avanguardia nel panorama italiano. Ce ne parla Fabio Sannino, 21enne casertano Responsabile diritti civili per i Radicali di Sinistra (per contattarlo via mail: diritti@radicalidisinistra.it.

Il movimento dei Radicali di Sinistra è nato meno di due anni fa. Quali vicende hanno portato alla nascita del gruppo?

Far rinascere la politica, la democrazia, una nuova idea d’Italia: i Radicali di sinistra nascono il 25 aprile 2004, giornata nazionale della Liberazione, perché non c’è Italia senza antifascismo e non c’è antifascismo senza l’impegno per i diritti civili, la democrazia, le libertà individuali. Il 25 aprile è una data centrale per la nostra democrazia, dalla quale muoviamo la nostra iniziativa politica tesa a liberare la nostra società dai fascismi e gli integralismi vecchi e nuovi che ne imbavagliano lo sviluppo civile: clericalismo, precarietà, autoritarismo. Occorre tornare allo spirito del 25 aprile per parlare anche di diritti civili e di liberazione della politica: da gioco di potere a strumento di cambiamento complessivo della nostra comunità, che noi vogliamo aperta, laica e plurale. Tornare al 25 aprile è essere una nuova generazione politica, “altra” rispetto a chi, dichiarandosi radicale, è stato connivente con questa destra per 11 anni e oggi, per ragioni di convenienza, trasloca nel Centrosinistra dopo una estenuante asta al miglior offerente.

Quali sono le richieste principali che i Radicali di Sinistra intendono portare avanti in riferimento alla tutela delle persone glbt?

Prima di tutto una moderna legislazione antidiscriminatoria che garantisca l’effettivo esercizio delle libertà e dei diritti, a partire dall’accesso e la non discriminabilità sui luoghi di lavoro dei cittadini omosessuali e transessuali. PACS, riconoscimento anche per i single del diritto all’affido e all’adozione di minori; diritto alla genitorialità, consentendo l’accesso alle tecniche di riproduzione artificiale anche alle persone e alle coppie omosessuali. Siamo per una riforma del Codice civile che estenda l’istituto del matrimonio anche alle coppie omosessuali. Una attenzione particolare la poniamo per le persone transessuali. Stiamo lavorando ad una legge che permetta ai/alle transessuali il cambio di identità sessuale sui documenti a prescindere dalla operazione di rettifica, la gratuità delle terapie ormonali e il superamento della legge 164/82, consentendo la conservazione della paternità o della maternità di un figlio avuto in un rapporto precedente la transizione, nonché la libertà di scelta della coppia sullo scioglimento del vincolo matrimoniale.

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Nel vostro programma si legge un impegno particolare per l’estensione della legge Mancino ai reati di odio nei confronti delle persone glbt; una iniziativa importante anche se non è una delle principali sostenute dalle associazioni omosessuali. In che rapporti siete con l’associazionismo?

La legge 205/93, anche conosciuta come “Legge Mancino”, ha introdotto il concetto di reato d’odio, rendendo punibili discriminazione, odio o violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi, ma, al tempo stesso, escludendo i cittadini omosessuali e transessuali, principali vittime dei reati d’odio. Vogliamo, quindi, la riforma urgente della Legge Mancino in una formulazione più estensiva ed evoluta che includa anche i cittadini omosessuali e transessuali, principali vittime dei reati d’odio. Intendiamo introdurre norme che proibiscano ai datori di lavoro di negare l’assunzione o di licenziare o di retrocedere nella carriera una persona in ragione di diverso orientamento sessuale, di genere, religioso, politico e razziale e che impedisca -per le stesse ragioni- l’accesso a diritti quali la casa o la stipula di polizze assicurative.

Tra le principali rivendicazioni della popolazione glbt c’è quella del PaCS. Qual è la vostra posizione in merito?

I Radicali di sinistra sono per il pieno riconoscimento della pluralità dei modelli di convivenza e di famiglia.
Attualmente lo Stato italiano impone alle famiglie e alle coppie di fatto una drastica scelta fra due sole opzioni: matrimonio o assenza assoluta di qualsiasi riconoscimento giuridico e di tutela, mentre nessun tipo di riconoscimento è previsto per le coppie omosessuali ed i single. Diciamolo chiaramente: ormai siamo un caso unico -per arretratezza- all’interno dell’Unione europea e nel mondo occidentale. Da questo punto di vista, sosteniamo, ovviamente, i PaCS. Sosteniamo soprattutto un’idea di Stato che si adegui ai costumi e alle necessità dei cittadini e non il contrario. Teniamo a precisare che per noi i PaCS rappresentano un passo, non la meta, per un’effettiva progressione dei diritti civili dei cittadini GLBT, per i quali rifiutiamo ogni legislazione positiva speciale o separata, ma inclusiva ed estensiva delle libertà di scelta e di progetto di vita attualmente previste per i cittadini e le coppie eterosessuali: tutti diversi, uguali diritti.

Che sostegno avete dalle altre forze politiche per queste battaglie?

Come è noto, la questione dei diritti civili non occupa, come dovrebbe, un posto di prim’ordine nella agenda politica e programmatica dei partiti. Ci sono voluti vent’anni perché le Unioni civili fossero incluse, tra mille polemiche, nel programma del Centrosinistra. Speriamo non ce ne vogliano altrettanti perché la legge venga votata.
Nonostante questa diffusa mancanza di sensibilità, ci sono parlamentari più aperti, disponibili a dare una sponda istituzionale ad alcune nostre richieste e iniziative.
Soprattutto siamo interessati ad ampliare le collaborazioni con la comunità GLBT perché, davvero, non meritiamo di vivere in una società in bianco e nero. Le persone GLBT danno tanto -per impegno e serietà nel lavoro, cultura e sensibilità- alla società italiana, che è in debito con la comunità GLBT: è giunto il momento di tornare a rivendicare la centralità dei diritti civili nell’agenda politica e nelle azioni di governo che, ci auguriamo, rappresenti non solo l’alternanza al Cendrodestra, ma anche l’alternativa nei valori, nei modelli e nelle pratiche.

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