Siete stati discriminati? Ditelo all’Unione Europea

La Commissione Europea ha lanciato una nuova consultazione pubblica anti-discriminazione. Un’occasione per tutti gli europei di far emergere ciò che ancora tradisce non uguaglianza.

BRUXELLES – La Commissione Europea ha lanciato da pochi giorni una consultazione pubblica on line per misurare il livello di discriminazione negli stati membri, in quanto soprattutto al di fuori dell’ambito lavorativo esistono ancora considerevoli differenze da uno stato all’altro.

Nel 2000 l’Unione Europea ha adottato una normativa per vietare la discriminazione per motivi di razza o origine etnica nell’ambito di occupazione, formazione, protezione sociale, sanità, istruzione e accesso a beni, servizi e alloggi. Si tratta della Direttiva 2000/43/CE, che stabilisce che i datori di lavoro, i fornitori di servizi sociali e sanitari, le scuole e gli istituti di formazione, i commercianti, i ristoratori, le discoteche e coloro che vendono e affittano alloggi al pubblico non possono adottare comportamenti discriminatori. C’è poi anche un’altra normativa, la Direttiva 2000/78/CE, che vieta la discriminazione per motivi di disabilità, età, credo religioso e orientamento sessuale, e che si applica solo nell’ambito del lavoro e della formazione. Tutti gli Stati membri hanno dovuto adeguare la propria legislazione nazionale a queste due direttive, dunque le persone potenzialmente soggette a episodi di discriminazione (ad esempio disabili, anziani, omosessuali, transgender) dovrebbero essere protette quando frequentano un bar o un ristorante oppure se acquistano beni o servizi o affittano un alloggio. Tuttavia questo non è il caso nella maggior parte degli Stati membri, dove i diversi gruppi godono di diversi livelli di protezione.

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Nel preparare il piano strategico per l’anno 2008 la Commissione ha annunciato di “proporre nuove iniziative per prevenire e combattere le discriminazioni al di fuori del mercato del lavoro” e dunque con questa consultazione via internet vuole sapere se ci sono ancora aree dove esistono dei problemi particolari ed eventualmente quale sarebbe, per i cittadini, il modo migliore per affrontarli. Tutte le risposte date al questionario sono anonime. Chi vuole partecipare a questa consultazione a livello europeo può farlo cliccando qui , selezionando dal menu in alto a destra la lingua italiana.  (RT)