Silvana De Mari a processo dopo l’esposto del Torino Pride

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Il Coordinamento del Torino Pride, il Comune della città e Rete Lenford si sono costituiti parte civile.

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Dopo l’esposto del Torino Pride, Silvana De Mari si finita al banco degli imputati.

E’ iniziato ieri, 30 ottobre, il processo contro Silvana De Mari, dopo le sue affermazioni riguardo l’omosessualità. E’ stata un medico ospedaliero, ora scrittrice di libri fantasy e psicoterapeuta. La De Mari da sempre sostiene che l’omosessualità sia una malattia che porterebbe a una catastrofe ma dalla quale, come tutte le malattie, è possibile guarire. A mandarla a processo è stato il Torino Gay Pride, con l’accusa di aver offeso l’intera comunità LGBT+.

Secondo l’opinione della psicoterapeuta,se gli uomini continueranno ad avere rapporti con altri uomini assisteremo a una catastrofe mondiale“, spiegando che l’omosessualità porterebbe anche a un gravissima situazione riguardo la situazione sanitaria, riferendosi ai rapporti sessuali di natura anale e ricordando che i casi di AIDS, gonorrea e sifilide stanno aumentando negli ultimi anni.

Sesso tra uomini no, ok quella tra lesbiche

Il sesso tra due uomini “moltiplica per nove il rischio di contrarre malattie sessualmente trasmissibili” spiega Silvana De Mari, mentre tutto cambierebbe con due donne lesbiche, il cui sesso non procurerebbe danno.

Il tubo digerente serve per digerire, mentre il sesso anale provoca danni e questo in biologia significa disordine” ha spiegato durante il processo. “La sessualità è tra uomo e donna ed è finalizzata alla procreazione. Quando non è così si tratta di un disturbo” ha continuato, mentre il Comune di Torino, Rete Lenford e il Coordinamento del Torino Pride ascoltavano in silenzio, occupando gli spazi riservati a chi si era costituito parte civile. Dopo i primi incontri, il gup Paola Boemio aveva richiesto l’archiviazione del caso, ma non era d’accordo il pubblico ministero Enrico Arnaldi Di Balme, che ha optato invece per il rinvio a giudizio della 65enne Silvana De Mari. L’ex medico aveva esposto le sue opinioni sia in diverse trasmissioni televisive che in varie interviste nei giornali, oltre a diffondere attacchi e metodologie di cura tramite la rete.

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