Silvana De Mari, sotto processo, si racconta a Notizia Pro Vita

Anche in aula ha continuato ad associare l’omosessualità alla pedofilia.

Silvana De Mari continua la sua battaglia contro la comunità LGBT+, nonostante il procedimento a suo carico sia iniziato. Anzi, conclusa la fase istruttoria, per il 13 dicembre si attende la prima seduta del processo. Intervistata da Notizie Pro Vita, sito di informazione chiaramente contro la tanto temuta “ideologia gender” , spiega come sta procedendo le varie sedute, che stanno verificando la gravità delle sue imputazioni, per le quali si è dovuta presentare alla sbarra.

A denunciarla per diffamazione è stato il Torino Pride. L’associazione si è costituita come parte civile assieme a Rete Lenford e il Comune di Torino. Hanno deciso di rivolgersi alla giustizia per le continue correlazione che l’ex medico millantava tra omosessualità e pedofilia, oltre a identificarla a una malattia dalla quale si può guarire. Frasi diffamanti anche contro il circolo Mario Mieli di Roma, oltre ai tanti dibattiti sui disturbi dell’orientamento sessuale. 

Processo alla libertà di informazione

Notizie Pro Vita, a sostegno della De Mari, ha definito le sue parole contrarie alla libertà di informazione, minimizzando gli insulti e le teorie riducendoli a semplici “giudizi politicamente scorretti“. Una condanna alla De Mari, continua il giornale, si tramuterebbe nell’impossibilità di avere opinioni diverse all’ideologia gender.

Ancora una volta, la donna ha parlato della pedofilia. Secondo lei, sarebbe un orientamento sessuale che mostra un’attrazione per i bambini. Anche se questo non significa che ci sia anche un rapporto sessuale con loro. Una persona, in altre parole, si definisce pedofilo quando ha un’attrazione per i bambini, anche senza mai toccarli. La scrittrice, che sull’argomento ha dedicato molto tempo sostenendo ben due esami, è poi tornata a parlare di omosessualità, argomento sempre centrale nelle sue teorie. Ha quindi ribadito la sua opinione, confermata da studi scientifici (ma non è dato sapere di che natura),  secondo i quali l’omosessualità non è genetica, e che quindi è possibile smettere di essere gay. Nonostante a sconfessarla ci siano studi e ricerche condotte da veri ricercatori, lei continua nella sua teoria bigotta e conservatrice, attaccando la comunità intera. 

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