Simona Izzo: “Per quanto ami i gay, ho paura di essere un uomo!”

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Simona Izzo a teatro con una commedia gay friendly sull'utero in affitto

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Con Simona Izzo c’è un’assoluta certezza: non ci si annoia mai. Quando la incontro siamo a Roma, al Teatro Sala Umberto, dove da domani, fino al 30 aprile, sarà in scena assieme a suo marito (Ricky Tognazzi, ndr) con lo spettacolo “Figli, mariti, amanti… Il maschio superfluo”. A guardarla bene sembra la classica bella quarantacinquenne della porta accanto, ma non date la colpa (o il merito) al lifting più discusso d’Italia. Simona Izzo, nonostante i suoi sessantadue anni dichiarati, è bella per la sua energia, per il suo modo di parlare, per il suo modo di gesticolare, di toccarsi i capelli e di accavallare le gambe. Mentre le faccio qualche domanda, non si da pace. Parla, scrive, risponde, saluta, bacia, ma senza mancar mai di rispetto. C’è poco da fare: le dive non sono morte e Simona Izzo ne è la prova. A poche ore dal suo debutto nella capitale, l’eclettica regista si confessa come (forse) non ha fatto mai su unioni civili, adozioni, utero in affitto e tradimenti.

Era da un bel po’ che non la vedevamo recitare..
A dire il vero non amo molto recitare. Il produttore dello spettacolo (Angelo Tumminelli, ndr) mi ha chiesto di scrivere qualcosa e mi è subito venuta in mente questa commedia: senza dubbio divertente, ma anche molto attuale e dura. Pensi che il tutto parte da una famiglia arcobaleno. Io e mio marito abbiamo un figlio omosessuale che si sta separando dal suo uomo, dopo aver avuto un figlio da una donna che gli ha affittato l’utero. Insomma, raccontiamo l’attualità con ironia e dramma, cercando di stemperare la durezza della realtà.

Da dove nasce l’idea de Il maschio superfluo?

Dal fatto che le donne, specialmente quelle che vanno dai venti ai trenta, sono molto dure nei confronti degli uomini. L’uomo, secondo me, ha semplicemente bisogno di più considerazione. Non trova?

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Che effetto le fa l’idea di essere tutte le sere, sullo stesso palco e con lo stesso uomo con il quale sta da più di trent’anni?

Alla fine è come se non uscissi mai di casa. I nostri amici, scherzosamente, ci dicono da sempre di mettere un botteghino davanti al nostro portone, perché noi litighiamo e polemizziamo continuamente, infischiandocene di chi abbiamo davanti. Siamo due passionali in tutto.

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Lei che è un’esperta di cuori rotti e non: ma l’amore vero, dura davvero per sempre?

L’amore vero, secondo me, non è altro che un atto di volontà. Poi dipende sempre dalle fasce d’età e dalle aspettative di ognuno di noi. Superati i quaranta, ad esempio, ci si aspetta un amore diverso, meno passione e più complicità. In genere, quando si prende coscienza che la passione non è eterna, si sceglie sempre l’amore, ma ci vuole del tempo per arrivare a questa consapevolezza. Aleksandr Puskin diceva una cosa sacrosanta: “Dio ci ha dato l’abitudine in cambio della fedeltà!

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Qual è il segreto per mantenere in piedi un rapporto?

Metterlo perennemente in crisi, ma senza mai minarlo. Non bisogna mai dare nulla per scontato nel rapporto di coppia. Il conflitto e il litigio sono propedeutici all’incontro sessuale e non. Io e Ricky non siamo mai d’accordo su nulla e questo credo che sia il motivo principale per il quale continuiamo a stare assieme.

Un esempio?

Lo vuole proprio sapere?

Si..

Io la sera, ad esempio, vorrei vedere il telegiornale di Mentana su La7, mentre lui preferisce SkyTg24. Oppure lui sostiene da sempre che io metta poco zucchero nella salsa agrodolce, ed io gli rispondo la stessa cosa da circa trent’anni.

Ovvero?

“Chi è che ha stabilito che è giusta la tua dosa e non la mia?” Per non parlare della dieta: io vorrei mangiare poco e lui, invece, qualsiasi cosa. E la pasta? Secondo lui è stata un minuto di più, mentre io penso che la mia cottura sia sempre quella giusta. Alla fine dei giochi son certa che se guardassi il tg di Mentana senza di lui, mi annoierei terribilmente.

Ha detto, in un’intervista a Vanity Fair, che il matrimonio aiuta la passione. E’ favorevole anche al matrimonio tra due persone dello stesso sesso?

Beh la mia commedia, che sto per portare in scena, parla proprio di questo. Pensi che io sono favorevolissima ai matrimoni e non al matrimonio.
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Prego?

Penso che non ci si debba sposare una volta sola. La vita è diventata troppo lunga e il primo matrimonio si carica sempre di troppe aspettative che, alla fine, vengono disattese anche per via della paura. Con il matrimonio, che altro non è che un patto tra due persone, sicuramente ci sarà più abitudine, ma meglio un uomo sempre tra i piedi, che una relazione a distanza.

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