Slovacchia domani al voto contro i diritti lbgt

Tre referendum per limitare i diritti a gay e lesbiche, voluti da Alleanza per la Famiglia

Si voterà per ben tre referendum, in Slovacchia, che puntano tutti a porre dei limiti di legge al riconoscimento dei diritti delle persone lgbt. Il voto, previsto per domani, ha suscitato non poche polemiche nel Paese. A volere il referendum è stata un’organizzazione chiamata “Alleanza per la famiglia” che ha raccolto 400 mila firme per chiedere agli slovacchi di esprimersi sulla legittimità della definizione di “matrimonio” per le unioni gay, sulla legittimità delle adozioni per le coppie same-sex e sul divieto per le scuole di tenere lezioni che riguardino l’educazione sessuale e alle differenze o l’eutanasia senza l’autorizzazione dei genitori. Domani, dunque, sono chiamati al voto quattro milioni e mezzo di elettori dopo una campagna elettorale che viene raccontata come piena di colpi bassi e insulti.

La comunità lgbt locale ha invitato all’astensione per evitare che si raggiunga il quorum. Tramite un sito appositamente creato, nejdeme.sk (Non ci andiamo), gli attivisti per i diritti di gay, lesbiche, bisessuali e trans hanno rivolto un appello agli elettori perché non vadano a votare. “A domande sbagliate non esistono risposte corrette” è il motto della campagna pro astensione, e dalla parte dell’astensionismo si è schierata anche Amnesty International, oltre a molte altre ong nazionali e di slovacchi all’estero.

Contro i referendum slovacchi si è schierato anche l’europarlamentare italiano del Pd Daniele Viotti.

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