Società: a Bologna per le unioni civili solo posti in piedi

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Grande interesse per il recente incontro pubblico sul tema “Unioni civili: se non ora quando?” Presentato il documentario “Predica Bene Ratzola Male”.

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BOLOGNA – Cappella Farnese ai limiti della capienza è stata teatro l’altra sera di “Unioni civili: se non ora quando?”, l’appuntamento organizzato da MIT, ArciLesbica Bologna e Arcigay Il Cassero, con il patrocinio della Provincia di Bologna e con la collaborazione della Camera del Lavoro Metropolitana di Bologna. Un pubblico numeroso e partecipe, cittadini e cittadine gay, lesbiche ed eterosessuali, a testimonianza di quanto sia sentito il tema della laicità e dei diritti civili, la mancanza dei quali costituisce un fondamentale terreno di riflessione e di lotta all’interno della società italiana. Centinaia le persone, molte sedute anche a terra, molte altre rimaste in piedi per ore, intervenute a quello che è stato un significativo momento di analisi e di confronto sullo stato delle cose in Italia rispetto al tema delle Unioni Civili e dei diritti delle coppie di fatto. Lunghi applausi per “Predica Bene Ratzola Male”, il film documentario con cui Sara Ballerini e Luna Coppola hanno approfondito le motivazioni che hanno determinato in Italia un vuoto legislativo già colmato in quasi tutti i paesi dell’Unione Europea. Il film, presentato con successo anche a Barcellona (“fra lo stupore degli spagnoli per la situazione italiana” – hanno raccontato le registe) e di cui questa era l’anteprima nazionale, è ora disponibile in Italia; le associazioni promotrici della serata si sono rese disponibili a organizzare altre iniziative di diffusione in città e in regione. Di straordinaria attualità la tavola rotonda che ha seguito il film e che ha visto partecipare le deputate Vladimir Luxuria e Katia Zanotti , Franco Barbero della Comunità cattolica di base, il giornalista Gianni Rossi Barilli e il giurista Ezio Menzione. Proprio questa mattina l’agenda parlamentare prevede la votazione di alcune mozioni in tema di Unioni Civili.
Fra le questioni emerse dalla discussione, la richiesta di pari diritti, del riconoscimento di un’unione di amore e di vita che ha la stessa titolarità di ogni altra, un’unione che deve essere giuridicamente riconosciuta come tale. Questa richiesta si accompagna tuttavia all’amara consapevolezza che, se anche il Parlamento voterà una legge in materia, sarà un compromesso al ribasso, che esprimerà una sintesi con la posizione di quella Chiesa che un paese laico e democratico che legifera non deve avere come proprio interlocutore e di cui non deve subire l’influenza. “Pare ormai chiaro che quella approvata, se lo sarà, sarà una legge che parlerà di diritti per relazioni già in partenza considerate di serie B” dichiara Paola Brandolini, presidente di ArciLesbica Bologna. “In questo caso di certo non ci accontenteremo: esigiamo da uno stato che si dichiara laico una legge realmente laica, degna di un moderno paese europeo. Vogliamo uguaglianza di diritti: l’istituzione di un registro per le Unioni Civili è quanto una legge seria deve sicuramente, come minimo, contemplare. Andremo perciò avanti, se sarà necessario, con la nostra battaglia, finchè l’Italia non si doterà di una legislazione laica in tema di unioni civili. E diventerà sempre più importante coinvolgere in questo lavoro quella grande parte di società, anche cattolica, cui stanno a cuore diritti di cittadinanza e libertà”. Quella che il movimento LGBT preannuncia è una mobilitazione permanente: il prossimo appuntamento è ora con la manifestazione nazionale NO VAT, per la laicità dello Stato e contro l’ingerenza della Chiesa Cattolica sulla vita civile italiana, il 10 febbraio a Roma. Ancora a Roma, il 10 marzo, la manifestazione nazionale a favore delle Unioni Civili.

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