Società: violenze contro i gay “nel nome del Padre”

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In Gran Bretagna sono in aumento gli episodi omofobi, dove il solo o principale fattore motivante della violenza sarebbe il credo religioso del responsabile. Inevitabili le polemiche.

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LONDRA – L’associazione britannica dei poliziotti omosessuali, la Gay Police Association (GPA), ha fatto pubblicare un annuncio a pagamento sul quotidiano The Indipendent nel quale si denuncia un drastico aumento di crimini basati sull’odio verso gli omosessuali commessi “Nel nome del Padre”, ovvero “innescati” da motivazioni a sfondo religioso. L’inserzione è stata pubblicata su iniziativa dell’unita’ della GPA che si prefigge di combattere i reati d’odio come quelli omofobi e dice: «Negli ultimi 12 mesi la Gay Police Association ha registrato un aumento del 74% di episodi omofobi, dove il solo o principale fattore motivante era il credo religioso del responsabile.» L’annuncio, che era uscito su un supplemento sulla diversità coinciso con la settimana dell’Europride, ha suscitato le proteste di credenti cristiani e Scotland Yard ha dunque avviato un’indagine sul caso, precisando anche che il dato del 74% non riflette le statistiche in loro possesso.
Ann Widdecombe, parlamentare del partito conservatore e seguace della Chiesa cattolica romana da oltre dieci anni, si è infuriata quando ha letto l’annuncio. «Sembra dire implicitamente che i cristiani farebbero aumentare gli assalti e gli abusi contro gli omosessuali.» – ha dichiarato Widdecombe al Times – «Questo non è vero, dal momento che ai cristiani viene insegnato a non odiare; non solo dall’astenersi da atti o espressione d’odio, ma al non cedere all’odio di per se. Immaginate le proteste che ci sarebbero state se il richiamo fosse stato al Corano, anziche alla Bibbia. Eppure l’insegnamento di entrambe le fedi va contro gli atti omosessuali. Perché allora focalizzarsi sui cristiani?»
Bernard McEldowney, del direttivo della GPA, spiega: «Volevamo porre l’attenzione sul problema dell’omofobia basata sulla fede religiosa, non solo cristiana. Ma dal momento che la maggior parte delle persone quando pensa alla religione pensa alla Bibbia abbiamo deciso di usare questo riferimento alla Bibbia stessa.» McEldowney riconosce che forse sarebbe stato meglio non usare questo riferimento specifico ma ribadisce anche che l’obiettivo era quello di attirare l’attenzione su un problema crescente, quello degli atti criminali contro gli omosessuali motivati o giustificati su base religiosa, nei confronti del quale la GPA ritiene che le forze di polizia in generale abbiano sinora risposto in modo poco adeguato. Per quanto riguarda il dato citato dell’incremento del 74% questo si riferisce al numero di casi specifici che sono stati comunicati all’associazione nel corso del 2005 raffrontati con quelli dell’anno precedente. «Si tratta di un problema serio», ha concluso McEldowney.
La Gay Police Association (GPA) è stata creata nel 1990 al fine di promuovere le pari opportunità per gay e lesbiche nell’ambito delle forze di polizia, migliorare le relazioni tra le forze stesse e la comunità e individuare le strategie migliori per combattere i crimini basati sull’odio omofobo e dare supporto e assistenza alle famiglie delle vittime. Con omofobia si intende quella particolare condizione mentale che si manifesta attraverso atteggiamenti di antipatia, rigetto, paura, odio, condanna e disgusto nei confronti di persone con orientamento sessuale non eterosessuale.
(Roberto Taddeucci)

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