Sociologia: una ricerca sulla bisessualità

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All’Università di Padova si sta svolgendo una ricerca sociologica volta a comprendere meglio la bisessualità. Si cercano persone che, volontariamente e anonimamente, collaborino allo studio.

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PADOVA – Riferendoci, come spesso facciamo per necessità giornalistiche, al “movimento GLBT” (Gay, Lesbiche, Bisessuali e Transgender) tendiamo forse a non dare la dovuta importanza a quella “B”, che pure riguarda un gran numero di persone (anche famose), che non si riconoscono né nella definizione di eterosessuali né in quella di omosessuali. Le distinzioni e catalogazioni da un lato facilitano l’immediata esposizione di concetti, col rischio però che finiscano per rappresentare in modo troppo grossolano e incorretto altre realtà. Michele Breveglieri, laureato in sociologia alla Facoltà di Sociologia di Trento con una tesi teorica sulla bisessualità maschile, sta in questo periodo svolgendo un dottorato di ricerca presso il Dipartimento di Sociologia dell’Università di Padova con un progetto di ricerca empirica, sotto la supervisione del tutor Prof. Renato Stella. L’oggetto della ricerca è la bisessualità come esperienza ambivalente, dove la risposta alla domanda “chi sono veramente?” o “chi desidero veramente?” viene spesso riproposta, confermata o rimessa in discussione. Il fuoco di questa ricerca ruota tutto attorno a com’è possibile e come si organizza un’esperienza sociale e sessuale che sta a cavallo tra mondi, sessuali e di genere, tendenzialmente ancora ben distinti e soggetti a continua separazione.

«Ciò che ha stimolato il mio interesse a comprendere – spiega a Gay.it il dottor Breveglieri – è quel magma di luoghi comuni che animano il dibattito gay ed eterosessuale sulla bisessualità: vista come necessario tradimento, omosessualità repressa, vizio e bigamia, facile moda e trasgressione o eterna insoddisfazione, quella bisessuale è un’esperienza tendenzialmente misconosciuta o guardata con sospetto. Lo scopo di questa ricerca non è quindi capire se la bisessualità esiste o no, né un’analisi delle dinamiche psicologiche della bisessualità. Ciò che mi interessa è approfondire i mille modi in cui i protagonisti dell’esperienza bisessuale la riconoscono e la costruiscono come tale per metterli in relazione con il contesto più ampio dei cambiamenti storici, sociali e culturali che stanno interessando l’organizzazione sociale della sessualità e per capire in che modo la bisessualità diventa un fattore di trasformazione e cambiamento sociale e in che modo invece rimane fattore di normalizzazione e consolidamento dei rapporti sociali più tradizionali.»

Per condurre la sua ricerca Breveglieri sta intervistando persone che si definiscono bisessuali o che ritengano che l’esperienza sessuale e/o affettiva con entrambi i sessi sia stata, o sia tuttora, parte significativa e fondamentale della propria sessualità. Uomini e donne, ma anche trans (per cui varrebbe un discorso a parte), in una fascia d’età indicativa tra i 20 e 40 anni (oltre complicherebbe troppo l’analisi con profonde differenze di esperienza generazionale). «Raggiungere questo target, e soprattutto quello femminile, – continua il ricercatore – non è semplicissimo e la difficoltà a reperire persone disponibili a raccontare la propria esperienza rischia di vanificare la ricerca. In particolare, i tradizionali canali dell’associazionismo glbt non funzionano: a differenza di altri Paesi europei, infatti, in Italia la “b” nella sigla “glbt” è tendenzialmente solo evocativa, ma non fattiva. Le interviste sono interviste faccia a faccia assolutamente anonime e basate su una griglia flessibile di domande aperte, quindi disponibili a farsi guidare e ampliare dai temi emergenti durante il colloquio. I temi base sono: l’esperienza sessuale e affettiva nel corso della vita, la definizione dell’identità, i mondi dell’esperienza sessuale, i desiderata, le differenze di genere, il ruolo del corpo, le relazioni sociali con il mondo etero e con quello gay, ecc.»

per partecipare maggiori informazioni in seconda pagina

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Chiunque fosse interessato ad avere ulteriori chiarimenti ed eventualmente a contribuire al completamento di questa ricerca può scrivere al seguente indirizzo email:

michele.breveglieri@unipd.it

(Roberto Taddeucci)

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