Sondaggi: la maggioranza degli italiani dice sì ai DiCo

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Papa, cardinali e vescovi li vedono come fumo negli occhi. Tanti politici li attaccano con argomentazioni populiste e anti-gay. Eppure dai sondaggi emerge che i DiCo piacciono...

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ROMA – La famiglia è sotto attacco! Il matrimonio è sotto assedio! I DiCo sarebbero delle pericolose infiltrazioni all’istituto della famiglia! Riconoscere i diritti e doveri delle coppie non sposate (soprattutto quelle omosessuali) sarebbe l’inizio della fine per la razza umana! Ne sentiamo tutti i giorni, da tanti politici e da tanti rappresentanti del clero, di apocalittiche previsioni enunciate per giustificare un’opposizione senza se e senza ma ai demoniaci DiCo. Non possumus, punto. Le coppie etero vogliono avere dei diritti? Che vadano a sposarsi! Le coppie gay? Eh, quelle lì che si arrangino… Insomma il potere religioso ai DiCo dice no con motivazioni di dottrina e buona parte del potere politico si adegua, spesso e volentieri cavalcando furbescamente l’onda con argomentazioni populiste e legate a doppio nodo al pregiudizio contro gli omosessuali, anch’esso indubbiamente ‘gloriosa’ tradizione bimillenaria. Gran parte dei cittadini probabilmente si chiede cosa sia tutto questo gran baccano su una leggina piccina piccio’ che è ben lungi dall’essere di livello europeo (nei maggiori paesi europei è l’unione di coppia in se che viene riconosciuta, senza discriminazioni legate all’orientamento sessuale) ma che sarebbe certamente almeno un primo passo di progresso.
La Repubblica riporta oggi i dati di un sondaggio effettuato dalla Swg e condotto dal 10 al 13 febbraio su un campione rappresentativo della società italiana che rivela che i DiCo tanto osteggiati dai potenti piacciono invece ai comuni cittadini. Nel loro complesso infatti il riconoscimento dei Diritti dei Conviventi viene promosso da ben l’80% della popolazione italiana: di questi più della metà (il 52%) lo vorrebbe valido per “tutte le coppie”, dunque senza discriminazioni basate sull’orientamento sessuale, mentre un 28% lo limiterebbe alle sole coppie etero. Si oppongono del tutto al disegno di legge sui Dico il 20% degli interpellati. Tra coloro che si considerano cattolici il 67% si dichiara a favore dei Dico a fronte di un 33% (uno su tre) di contrari. Il 60% del campione ritiene che il governo abbia «fatto bene a portare avanti la proposta» nonostante l’aperta contrarietà del Vaticano; il 36% ritiene che invece il governo abbia «fatto male»; il 4% non risponde. Percentuali che si ritrovano praticamente identiche anche nella domanda sulle ingerenze della Conferenza Episcopale Italiana nella vita politica del paese: il 60% degli interpellati non trova «giusto» che la Chiesa cerchi di «condizionare le leggi dello Stato», mentre un 35% lo trova del tutto giusto. Su questo aspetto del sondaggio Maurizio Pessato della Swg sostiene che «La tensione veicolata dalle gerarchie ecclesiastiche appare più di natura politica che legata a una forte corrente di opinione». Alcuni mesi fa da un sondaggio dell’Eurobarometro (passato in Italia piuttosto sotto silenzio) emergeva che ben il 62% degli italiani ritiene che la religione abbia un posto “troppo importante” nella società.
In seconda pagina i risultati del sondaggio on-line del Corriere della Sera
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Il Corriere della Sera ha invece lanciato un proprio sondaggio on-line sul tema, a cui hanno partecipato finora circa 24.000 persone. Il 67.3% di loro vedono favorevolmente i DiCo, mentre per il 32.7% essi costituirebbero “un matrimonio di serie B che minaccia l’integrità dell’istituto familiare”. Il fronte a favore del riconoscimento dei diritti per i conviventi è così ripartito: per il 35.5% dei partecipanti i DiCo sarebbero “un primo passo nella giusta direzione”; per il 16.6% sarebbero “il giusto riconoscimento di diritti alle coppie conviventi non sposate”; il 15.2% avrebbe voluto anche di più e considera l’accordo raggiunto nella maggioranza di governo “un compromesso al ribasso e insufficiente a garantire giusti diritti ai conviventi”. Sebbene il sondaggio online di Corriere.it non abbia un valore statistico da tutti i sondaggi (compreso quello effettuato da Gay.it) emerge, molto chiaramente, che un’eventuale bocciatura del riconoscimento dei diritti delle coppie conviventi sarebbe l’ennesimo esempio dell’incapacità della classe politica italiana di riflettere in modo adeguato la realtà sociale dello Stato che dovrebbe invece rappresentare e per la quale dovrebbe fare le leggi. (Roberto Taddeucci)

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