Il sondaggio di Gay.it sulle unioni civili: ecco cosa pensa il nostro pubblico

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I lettori si sono espressi: una larga maggioranza vede il cambiamento, ma non basta.

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Gay.it, il maggiore medium LGBTQ+ italiano con oltre 1 milione di utenti ogni mese, ha realizzato un sondaggio su circa 850 utenti per fare un bilancio.

Ad una lettura di sintesi, la legge ha prodotto dalla metà del 2016 a oggi più di 6.000 unioni civiliIn particolare, si nota un trend in forte crescita negli ultimi 12 mesi. Appare complessivamente promossa sia nell’applicazione che nei suoi effetti sulla società italiana dalle persone LGBTQ+. Il gradimento più elevato, da parte dei ⅔ del campione, si ha per gli effetti della legge sulla società: maggiore apertura e accettazione verso le coppie gay.

Più preoccupante invece il quesito sul celebrare l’unione nella propria città. Un segnale, questo, del persistere di un pesante gap relativo all’inclusione e all’apertura ai diritti tra aree geografiche e comunità più aperte e progressiste e quelle più arretrate.

Interessante poi come le coppie richiedono il matrimonio egualitario, rispetto all’adozione di un bambino e l’obbligo di fedeltà. Ma che hanno ottenuto una discreta percentuale di preferenze.

Gay.it ha chiesto ai suoi lettori cosa ne pensano della legge portata avanti dalla senatrice Monica Cirinnà. E in particolare quali sono stati i suoi effetti sulla società. I 4 quesiti sono: 

  • Un giudizio sulla legge;
  • Se ci sarebbero problemi derivanti dall’unione presso il comune della propria città;
  • Quale effetto hanno avuto sulla società;
  • Cosa dovrebbe essere aggiunto alla legge.

Le rilevazioni del sondaggio

La piattaforma, primo sito gay in Italia che conta mensilmente un milione di utenti, ha proposto un sondaggio sulla questione. Ecco cosa è stato rilevato:

  • Per il 57% degli intervistati del sondaggio il testo è incompleto, ma è comunque un inizio per ottenere maggiori diritti. Il 20% lo vede solo come un provvedimento minimo realizzato sotto la pressione europea. Per il 12% degli utenti è una sorta di “contentino”. Il testo chiuderebbe definitivamente la strada ad altre riforme simili. Solo il10% considera la legge positiva.
  • Per quanto riguarda la celebrazione delle unioni civili presso la propria città, il 68% lo farebbe senza problemi. Il 34% vorrebbe pensarci bene, prima di compiere questo passo. Più precisamente, il 16% avrebbe timore per la reazione di parenti e amici, mentre il 18% penserebbe alle nozze in un’altra città, se non in un’altra regione addirittura. 
  •  Quasi i due terzi degli intervistati (66%) vedono un’apertura più ampia verso le coppie omosessuali nella società. Il 34% non la pensa così: gli eterosessuali lo considerano un matrimonio di serie b (28%), che non ha fatto altro che dividere la comunità gay (6%). 
  • Infine, all’ultima domanda del sondaggio su cosa si vorrebbe aggiungere alla legge, la maggioranza si trova d’accordo con il 54% nel sostenere il matrimonio egualitario, che scavalcherebbe le unioni civili. Il 36% invece la migliorerebbe con la possibilità di adottare un bambino (non è qui considerata la stepchild adoption). L’obbligo di fedeltà, grande punto assente per volere di Angelino Alfano affinché votasse la fiducia, dovrebbe essere aggiunto per il 10% degli utenti.

17 maggio

Conclusioni

Analizzando i dati generali, quindi, una maggioranza consistente dimostra come la legge sulle unioni civili sia stata importante per l’Italia e l’intera comunità. Si riconoscono però delle mancanze che penalizzano le coppie gay rispetto a quelle etero.

Dall’altra parte, un modesta fetta di intervistati non dimostra soddisfazione per i risultati degli ultimi governi. Rappresentano quella parte di comunità ancora insicura o spaventata nel dimostrare apertamente il proprio orientamento, o almeno convinta che lo Stato potrebbe fare molto di più per considerare l’Italia un Paese civile.

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