Sorrento, niente unioni civili nel chiostro di San Francesco

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Da anni all'interno del chiostro si tengono concerti di musica classica e matrimoni civili, ma incredibilmente non per persone dello stesso sesso.

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Polemiche a Sorrento, a causa del sindaco Giuseppe Cuomo che ha negato l’utilizzo del chiostro di San Francesco per un’unione civile.

Vincenzo D’Andrea e Heriberto Vasquez Ciro si sarebbero voluti unire civilmente in quello che è uno dei monumenti più antichi e suggestivi della città, costruito sui resti di un monastero del VII secolo tra la fine del 1400 e gli inizi del 1500. Da anni all’interno del chiostro si tengono concerti di musica classica e matrimoni civili, ma non per persone dello stesso sesso.

Abbiamo detto no perché, anche se il chiostro di San Francesco è di proprietà del comune, è attiguo al monastero francescano e non mi è sembrato opportuno celebrare questo tipo di unione. Siamo disponibili negli altri luoghi da noi utilizzati come il Museo Correale, Villa Fiorentino e il comune stesso“.

Così si è difeso il sindaco Cuomo, via Repubblica, scatenando l’ira del futuro sposo Vincenzo.

Mi è crollato il mondo addosso, sono due anni che la legge Cirinnà ha stabilito uguaglianza tra i cittadini e mi sono molto meravigliato che una città internazionale come Sorrento possa avere queste riserve”. “Il comune di Sorrento fa parte dello Stato italiano e non del Vaticano. C’eravamo informati prima, lì si celebrano tantissimi matrimoni civili e non religiosi, perché a noi è stato vietato? Rivendichiamo gli stessi diritti degli altri cittadini. Ci sono state battaglie e fortunatamente grazie alla legge Cirinnà è stato stabilito un diritto di uguaglianza. Rispondere così esprime un basso profilo. Chiediamo uguaglianza. Voglio portare avanti questa battaglia per gli altri. Noi siamo stati accolti con grande simpatia e disponibilità dal comune di Piano di Sorrento. Celebreremo il nostro matrimonio a Villa Fondi . Ma la battaglia sarà per gli altri cittadini italiani che esprimeranno il desiderio sposarsi a Sorrento presso il chiostro di San Francesco. Per questo motivo abbiamo denunciato l’accaduto all’Arcigay di Napoli”. “Ringraziamo la legge Cirinnà che ci ha consentito di coronare il nostro sogno”.

Vincenzo e Beto convivono da sei anni nella Capitale, con l’unione civile programmata per il 25 luglio a Piano di Sorrento.

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