Spagna: cattolica, ma liberale e sempre più gay friendly

In Spagna, paese visto come fumo negli occhi dagli ultras filoclericali che affollano la nostra arena politica, il 74% della popolazione si dichiara cattolico e il 57% non ha niente contro nozze gay

MADRID – La dittatura franchista nella penisola iberica è ormai un lontano ricordo e anche coloro che un tempo venivano considerati alla stregua di pericolosi criminali o mentalmente disturbati possono godersi, lì, una considerazione sociale di livello sempre più avvicinabile a quello della maggioranza eterosessuale. In Spagna c’è stata negli ultimi venti anni c’è una vera e propria rivoluzione del costume e del sentire sociale, un’apertura mentale improntata al rispetto e al valore delle diversità che non ha uguali in ambito europeo. Non che per questo si sia scordata della propria storia e delle proprie tradizioni, anche in ambito religioso. Un sondaggio reso noto ieri indica infatti che il 74% degli spagnoli continua a dichiararsi cattolico, tuttavia il livello di fiducia nella Chiesa cattolica come istituzione è ai minimi storici (4,4 decimi), ben al di sotto della sufficienza. Che sia anche per le posizioni retrograde sulla sessualita’ e marginalizzanti e discriminatorie verso le coppie omosessuali? Potrebbe essere, dato che il fronte liberale sui diritti civili è tale che ben il 79,7 % degli spagnoli ritiene giusto poter convivere senza sposarsi, il 68,5% accetta il divorzio, il 57,6% non ha niente contro il matrimonio gay e anche il 43,8% non ci vede niente di scandaloso o negativo nell’anche l’adozione da parte delle coppie omosessuali, a cui si oppone ormai solo il 41,7% della gente.

A proposito di adozioni: oggi il quotidiano spagnolo El Pais rivela che il Tribunale di Siviglia ha concesso a una donna lesbica il diritto di visita al figlio biologico della sua ex compagna. Il giudice Maria Nuñez ha stabilito che un bambino che oggi ha cinque anni è il frutto di una relazione tra due donne (Maria Dolores e Mercedes) durata 11 anni. Per questo motivo si è pronunciata a favore del diritto di Maria Dolores a poter visitare il bambino. Quando, due anni fa, in Spagna è entrata in vigore la legge sui matrimoni gay – che ha allargato la possibilità di adozione anche alle coppie same-sex – le due donne non erano più insieme, tuttavia il giudice ha considerato che la decisione di avere un figlio è stata presa di comune accordo e che, se la legge allora lo avesse permesso, entrambe avrebbero deciso che Maria Dolores avrebbe potuto adottarla. (RT)

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