Spagna: giudice toglie a lesbica l’affidamento delle figlie

Nel sud della Spagna un giudice ultraconservatore ha tolto a una donna l’affidamento dei figli in quanto lesbica. Proteste e ricorsi da parte delle associazioni gay-lesbiche e dei diritti delle donne.

MADRID – Anche nella Spagna democratica, moderna e progressista di Jose Luis Rodriguez Zapatero, dove due uomini e due donne possono contrarre matrimonio e adottare un bambino abbandonato, può avvenire che un giudice reazionario e palesemente omofobo tolga a una madre l’affidamento dei figli per via del fatto che è lesbica. L’illuminato giudice in questione è Fernando Ferrin Calamita, che già anni fa fini sulle prime pagine dei quotidiani iberici perché fece arrestare due donne che stavano in spiaggia in topless. Nella sua ultima controversa sentenza ha tolto a una donna lesbica divorziata l’affidamento delle figlie in quanto è lesbica.

Per Ferrin Calamita “la condizione omosessuale pregiudica i figli” e questo, secondo lui, lo affermerebbero “prestigiosi specialisti” sebbene aggiunga che “non è necessario essere uno specialista, lo dice chiaramente il senso comune.” Il suo ‘senso comune’, naturalmente. Per il giudice adesso questa donna, che fu scoperta dall’ex marito con la sua amante, ora “dovrà scegliere tra le figlie e la sua nuova compagna.” Più che una sentenza sembra uno scontro frontale con le iniziative legislative prese dal governo, infatti nelle sue argomentazioni il giudice non risparmia critiche alle norme della nuova legge contro la violenza in ambito familiare, alla legge che ha reso legali i matrimoni omosessuali e anche alle modifiche del Codice Civile dell’articolo che regola la custodia, la cui stesura, afferma Ferrin Calamita, “fu frutto di un errore nella votazione al Congresso del gruppo governante.” 

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Per le associazioni delle donne e degli omosessuali il giudice nell’emettere questa sentenza è andato ben al di la delle sue funzioni. Ana María Pérez del Campo, presidente della Federazione delle Donne separate e divorziate questa sentenza è né più né meno «un attacco alla democrazia» mentre Altamira González, dell’Associazione delle donne giudici è inaccettabile che l’affidamento delle figlie venga dato al padre «a causa del lesbismo della madre, che viene equiparato alla prostituzione, all’appartenenza a sette sataniche o ad altre attività delittuose.» Il portavoce della Federación Estatal de Lesbianas, Gays, Transexuales y Bisexuales Antonio Bóveda ha commentato la sentenza dicendo che è stata dettata «dal macismo», ricordando che la custodia di un figlio non dipende in alcun modo dall’orientamento sessuale del genitore.  (Roberto Taddeucci)