Spagna: il giudice omofobo sarà multato o rimosso

Il giudice spagnolo Ferrín, che ha tolto le figlie alla madre perché lesbica, travolto dalle critiche del Ministro della Giustizia e dei colleghi. Era già era sotto indagine per un’altra storia simile

MADRID – L’impeto omofobico del giudice Fernando Ferrín (nella foto) potrebbe costargli una multa o addirittura la rimozione dall’incarico. Il giudice è balzato alla ribalta per una sua recente sentenza nella quale aveva tolto l’affidamento delle due figlie a una donna spagnola perché lesbica. Con la sentenza, emessa il 6 giugno scorso, Ferrín intendeva obbligare la madre a scegliere tra le sue due figlie e la sua nuova compagna ed era arrivato ad affermare, tra le altre cose, che “l’ambiente omosessuale danneggia i minori e incrementa sostanzialmente il rischio che possano diventarlo anche loro”: un’affermazione tanto campata in aria e quanto priva di alcuna base scientifica, nettamente in contrasto con quanto più volte sottolineato dalle maggiori associazioni mondiali di psicologi e psichiatri, quali l’American Psychological Association o l’American Psychiatric Association.

Ieri, a seguito dell’eco suscitato da questa sentenza, era intervenuto il Ministro della giustizia Mariano Fernández Bermejo, criticando fermamente la decisione e sostenendo che la sentenza era stata emessa sulla base di “concetti che vanno ben oltre i limiti costituzionali”; ravvisando dunque elementi di incostituzionalità che gli organi preposti del sistema giudiziario stavano già studiando.

Oggi è stato reso noto che la Commissione disciplinare del CGPJ (il Consiglio Generale del Potere Giudiziario) ha votato all’unanimità per procedere con un’azione disciplinare contro il giudice, le cui conseguenze potrebbero andare da una multa alla rimozione dall’incarico che ricopre al momento. Intanto è emerso che la Corte suprema di giustizia della Murcia aveva già calendarizzato per settembre la revisione di un’altra decisione ‘sospetta’ dello stesso Ferrín, frutto dell’esposto di una lesbica che aveva lamentato che il giudice aveva ostacolato e rallentato la sua procedura di adozione riguardante la figlia della propria compagna.  (Roberto Taddeucci)