Spagna: nozze gay durante la visita di Ratzinger

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A supporto della tranquilla e rispettosa coesistenza di diversi modelli di famiglie, delle nozze tra persone dello stesso sesso sono state celebrate durante la visita del papa.

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VALENCIA – Benedetto XVI è andato nel corso del fine settimana in Spagna, a conclusione del quinto Congresso internazionale delle famiglie, mentre nel municipio di Valencia due coppie, una gay e una lesbica, hanno celebrato civilmente il loro matrimonio per dimostrare «l’esistenza di un modello alternativo di famiglia». Come noto per S.S. Ratzinger occorre «tutelare la famiglia basata sul matrimonio contro le molteplici insidie che ne pregiudicano la stabilità», tra queste in prima linea ci mette il divorzio e il riconoscimento legale delle unioni omosessuali. Dal momento che l’esecutivo guidato da José Luis Zapatero ha velocizzato la trafila burocratica per ottenere il divorzio e reso possibile matrimonio e adozione anche per le coppie gay e lesbiche è ovvio che le relazioni diplomatiche tra il Vaticano e la Spagna laica e non discriminatoria di Zapatero sono state negli ultimi tempi piuttosto gelide. Nella sua veste di primo ministro e rappresentante della democrazia spagnola Zapatero ha avuto un incontro col papa, breve ma molto cordiale, mentre non essendo credente ha, con coerenza e senza ipocrisie, evitato di andare a sentire la messa domenicale del leader religioso Ratzinger, una decisione per la quale è stato ingiustamente criticato dall’establishment cattolico. Durante la cerimonia religiosa il papa non ha mancato di ribadire che occorre «rispettare e promuovere la meravigliosa realtà del matrimonio indissolubile tra un uomo e una donna che è, inoltre, l’origine della famiglia.»
Per dimostrare ancora una volta che in Spagna, così come in molte altre nazioni, i modelli di famiglia possono essere molteplici e tutti ugualmente degni due coppie omosessuali, una gay e una lesbica, hanno ufficializzato in municipio i propri matrimoni civili. Luisa Notario e Jose Francisco Lamo, rispettivamente coordinatrice e segretario della sede locale del collettivo Lambda, si sono sposati con i loro partner Nuria e Sergi proprio in occasione della visita del papa per dimostrare che il modello alternativo di famiglia che la chiesa vuole ignorare esiste e funziona e che i due modelli possono tranquillamente coesistere senza che l’uno tolga niente o sminuisca la validità e rilevanza sociale dell’altro. «Oggi qui sono nate due nuove famiglie» ha detto un componente dell’associazione Lambda, «anche se non sono gradite al papa». In occasione della sua trasferta iberica è nato anche un coordinamento denominato “Io non ti aspetto” il cui portavoce, Ximo Cadez, ha commentato che il doppio matrimonio gay celebrato domenica vuole dimostrare che «il modello alternativo di famiglia che la chiesa vuole ignorare, esiste e funziona». Del movimento fanno parte organizzazioni sociali e cristiane che si dissociavano dalla visita del papa e che hanno organizzato manifestazioni alternative, al fine di comunicare che sul tema della famiglia ci sono «opinioni differenti da quelle ufficiali» del Vaticano. Al matrimonio civile delle due coppie hanno assistito non solo parenti, amici e colleghi degli sposi ma anche padre Demetrio Orte, un sacerdote dei movimenti di base che ha voluto salutare i neosposi alla fine della cerimonia. Tutto è andato bene, a dimostrazione, ha commentato Cadiz, «che contrariamente alla propaganda c’è una società che accetta modelli alternativi di famiglia». (RT)

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