SPOSI GAY D’ECCEZIONE

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L’italiano Pierangelo ha sposato a Rotterdam il suo compagno olandese. Testimone, Sergio Lo Giudice. Le immagini della storica giornata.

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MILANO – Nel periodo delle celebrazioni dei Gay Pride a Rotterdam, in Olanda, Pierangelo Bucci, 29 anni, romano ha sposato ieri l’olandese Jaco Rozendaal di pari età. Per questo primo matrimonio gay tra cittadini di Stati membri della Comunità Europea, il presidente dell’Arcigay Sergio Lo Giudice, è stato scelto da Pierangelo come testimone.
Una festa ma anche un rinnovato monito al nostro Paese a discutere nelle sedi istituzionali il Pacs (Patto Civile di Solidarietà), dopo una campagna nazionale di raccolta firme promossa da Arcigay. Raggiunto al telefono, fresco di brindisi, Lo Giudice dice: «La gioia di Bucci e Rozendaal è stata quella di poter accedere a un istituto che per tanto tempo ci è stato negato e che ora è potuto diventare una realtà. Pierangelo è stato anche un dirigente Arcigay e ha condiviso con noi le battaglie che da anni facciamo in Italia per dare sacrosanti diritti alle coppie omosessuali. Oggi sono contento che abbia chiamato me come testimone di nozze dando un segnale forte alle coppie gay del nostro paese. Faremo in modo che questa nuova opportunità si traduca in impegno per il Pacs che diventa sempre più necessario in Italia». In una Europa così coesa sui diritti alle minoranze sessuali l’Italia rischia davvero di imbarbarire il suo status giuridico nei confronti della libera circolazione di cittadini europei. Come per Luigi e Mario, i due ragazzi di Latina e Christian Panicucci e Alessio De Giorgi, anche per Pierangelo e Jaco il matrimonio non avrà alcun valore giuridico in Italia. Un paradosso e una discriminazione tutta italica, con la valenza di un esempio spiegato da Sergio Lo Giudice:«Se Pierangelo, dopo questo atto giuridico in Olanda, tornasse in Italia e sposasse una qualsiasi ragazza, per lo stato olandese diventerebbe un bigamo e quindi fuorilegge».
Strana Europa! Abbiamo raggiunto telefonicamente Pierangelo Bucci per farci raccontare l’unione, l’amore e le nozze con Jaco e l’aspetto politico di questo loro gesto.

Pierangelo, auguri per queste liete nozze. Quando hai conosciuto Jaco?
«A febbraio del 2002. A luglio abbiamo preso una casa insieme e a ottobre mi sono trasferito da Roma in Olanda».
Quando avete deciso di coronare il vostro amore con il matrimonio?
«Quando ci siamo conosciuti, Jaco aveva già programato le sue vacanze ed era finito per sei settimane in Sudafrica. Al suo rientro in Olanda abbiamo capito che lo stare lontani faceva soffrire entrambi. Ci siamo promessi di non dormire mai più separati. E’ stata in quell’occasione che abbiamo maturato il grande passo. Lo scorso novembre sono tornato in Italia con il mio Jaco per presentarlo ai miei genitori e farlo conoscere agli amici».
Avete avuto problemi burocratici?
«No, se non sui tempi. A febbraio abbiamo fatto le pubblicazioni di nozze e preparato i documenti necessari. Io ho atteso un po’ l’arrivo da Roma dell’estratto di nascita che doveva poi essere tradotto. Per il resto tutto è filato liscio».
Che reazioni hanno avuto i tuoi genitori?
«Quelle verso un figlio che si sposa. Contenti di questo importante passo e preoccupati per la lontananza dalla mia città natale».
Nessuno scandalo quindi.
«Nella maniera più assoluta. Loro sanno della mia omosessualità da quando avevo quindici anni».
E la famiglia del tuo sposo?
«Felici. La sorella di Jaco è stata la testimone d’anello».
Chi erano gli altri testimoni di nozze?
«Per me il presidente dell’Arcigay Sergio Lo Giudice e Andrea Cencioni, un amico che vive a Londra. Mentre i testimoni di Jaco sono stati il suo capoufficio e la sorella».
Che lavoro fate?
«Jaco fa lo chef all’Unesco e io lavoro in un call center».
Che messaggio inviate alla comunità gay e alle istituzioni italiane?
«Contiamo fra alcuni anni di trasferirci in Italia, augurandocci che per quella data l’Italia si sia data una legislazione per le coppie gay. E’ palese che questo passo è necessario per non rimanere isolata in Europa. Spero che questi matrimoni che diventeranno sempre più comuni in molti Stati europei tra cittadini gay di varie nazioni siano un monito per le nostre istituzioni».
Questo è un appello politico. Ai gay italiani cosa dite?
«Rendersi visibili per dare valore ai diritti individuali e delle coppie gay. Sostengano in ogni maniera la campagna per il Pacs e si facciano testimoni e partecipi delle battaglie condotte dall’Arcigay e dalle altre organizzazioni omosessuali».
Farete un viaggio di nozze?
«Sabato saremo in Italia per festeggiare a Roma con amici, genitori e parenti il nostro matrimonio. Il viaggio di nozze lo faremo a dicembre in Sudafrica o in qualche altro posto caldo».
Pierangelo, auguri a te e Jaco da parte della redazione di Gay.it e di tutti i gay italiani.
«Grazie di cuore. Un caro saluto a Luigi e Mario di Latina, ai carissimi Alessio e Christian, a te, tutta la redazione e alla comunità omosessuale italiana. Grazie ancora».
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di Mario Cirrito

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