Stati Uniti: anche la Camera dice di no a Bush

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Bocciato anche dalla Camera il progetto di modifica della Costituzione per mettere al bando i matrimoni omosessuali.

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WASHINGTON – Dopo il Senato anche la Camera degli Stati Uniti ha respinto la proposta dell’amministrazione Bush di emendare la Costituzione americana specificando che il matrimonio può essere solo tra un uomo e una donna. A favore dell’emendamento hanno votato 236 membri della House of Representatives mentre in 187 hanno votato contro. La maggioranza dei voti favorevoli non è comunque sufficiente avviare la procedura di modifiche alla Costituzione, che richiedono il supporto di almeno due terzi dell’assemblea. I Repubblicani sapevano benissimo come sarebbero andate le cose in quanto era noto che non avrebbero avuto i voti necessari ma si dichiarano comunque soddisfatti, affermando che la maggioranza dei rappresentanti è dalla loro parte e che questo avrà comunque un’influenza sulla popolazione, chiamata alle urne questo autunno per le elezioni di medio termine.
45 Stati della confederazione hanno già norme costituzionali che impediscono i matrimoni gay o norme legislative che comunque non li riconoscono. La Casa Bianca aveva fatto di tutto per cercare di passare una simile modifica a livello federale accusando quelli che definisce “giudici attivisti” di voler ridefinire l’istituto matrimoniale nei propri Stati, ma l’opinione diffusa è che non ce ne sia affatto bisogno e che ogni singolo Stato voglia poter decidere autonomamente in materia. Da parte di molti c’è inoltre il forte sospetto che, vista la popolarità ai minimi termini della Casa Bianca in questo periodo, tutta l’operazione sia stata architettata per cercare di rinverdire i fasti dell’attuale amministrazione presso l’elettorato conservatore. Prendersela un po’ con la comunità gay, accusandola di voler attaccare le famiglie “tradizionali” è un argomento che torna sempre utile per chi è in cerca di facile consenso, e questo non solo oltreoceano.
Per il movimento LGBT (Lesbico, Gay, Bisessuale e Transessuale) il punto sarà adesso di vedere se e come i singoli Stati potranno introdurre forme alternative di riconoscimento giuridico, come le Unioni Civili, come già avviene in molte altre nazioni. (RT)

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