Stati Uniti: i sindacati al fianco delle coppie gay

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Le manovre politiche per cercare di impedire i matrimoni gay potrebbero nascondere anche tentativi di togliere diritti e protezioni assicurative già riconosciute ai lavoratori che convivono.

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MADISON – Negli Stati Uniti in autunno ci saranno le elezioni di medio termine per il rinnovo delle due camere dei rappresentanti e in quell’occasione in diversi stati dell’unione si terrà anche il referendum riguardante la proposta di impedire il riconoscimento legale per le coppie omosessuali. In Wisconsin i sindacati si sono mobilitati e sono scesi a fianco del movimento gay-lesbico perché temono che la messa al bando del matrimonio gay e delle unioni civili possa ripercuotersi negativamente e indistintamente su tutti i partner conviventi, siano essi in relazioni etero o omosessuali. L’impegno su questo fronte riguarda varie associazioni sindacali, dagli insegnanti al personale carcerario, preoccupati del fatto che attraverso questo meccanismo, col pretesto di voler difendere “famiglia e tradizioni”, si finisca per mettere a repentaglio anche le coperture medico-assicurative dei conviventi di tanti lavoratori.
L’AFSCME, che rappresenta oltre quarantamila dipendenti nei servizi pubblici e nel settore ospedaliero, è solo l’ultimo dei sindacati a essersi mobilitati, attraverso donazioni, campagne d’educazione e organizzando i volontari, a dare appoggio al movimento GLBT (Gay, Lesbiche, Bisessuali e Transgender) contro i tentativi di impedire il riconoscimento legale delle unioni omosessuali. I promotori di questa campagna fanno notare che questa messa al bando non riguarda tanto il diritto al “matrimonio gay”, che per altro in Wisconsin non è possibile, quanto la minaccia verso tutta una vasta serie di protezioni legali che riguardano tutte le coppie non sposate, a prescindere dal loro orientamento sessuale. Brian Weeks, responsabile dell’AFSCME nella contea di Madison (la capitale) e Dane, sostiene che questa proposta di emendamento nasconderebbe «un attacco ai diritti di negoziazione contrattuale collettiva dei sindacati dei lavoratori» e che i sostenitori di questa proposta cercano anche di togliere dei diritti e protezioni che sono già state ottenute attraverso precedenti accordi.
(Roberto Taddeucci)

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