Stati Uniti: lo scandalo Foley? Diamo la colpa ai gay

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Le associazioni GLBT denunciano di come lo scandalo a sfondo sessuale del deputato conservatore Foley stia venendo usato per una caccia alle streghe contro gli omosessuali.

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WASHINGTON – Allo scalpore suscitato negli Stati Uniti dallo scandalo che ha portato alle dimissioni dell’esponente del partito Repubblicano Jack Foley (del quale abbiamo riferito ieri) stanno seguendo reazioni scomposte e vergognose strumentalizzazioni che le associazioni di omosessuali d’oltreoceano stanno denunciando. In molte interviste televisive vari esponenti del partito di Foley, ovvero il partito del presidente Bush, stanno divergendo l’attenzione dal comportamento inaccettabile di un loro esponente e puntando il dito sul suo orientamento sessuale. Se Foley avesse inviato messaggi ed email inappropriate a delle giovani stagiste donne nessuno avrebbe tirato in causa il suo orientamento sessuale, ma visto che l’attenzione di Foley era rivolta a giovani uomini allora si fa di tutto per sottolineare la sua omosessualità, col chiaro fine di colpire l’intera comunità GLBT (Gay, lesbiche, bisessuali e transgender). In una lettera aperta al presidente del Congresso (Speaker of the House), il repubblicano Dennis Hastert, il portavoce di Human Rights Campaign Joe Solmonese denuncia che «quando estremisti del vostro partito vanno in televisione e affermano che il comportamento immorale e inappropriato di una persona è causato dal suo orientamento sessuale mandano un chiaro segnale alla gente di essere interessati a promuovere la loro campagna anti-gay più di quanto non lo siano a ritenere i loro eletti responsabili di ciò che fanno.» Il quotidiano conservatore e filorepubblicano Washington Times ha pubblicato un editoriale molto critico nei confronti di Hastert, invitandolo a dimettersi per non avere fatto niente quando le prime, poco opportune, email di Foley gli furono presentate.
Ancora più esplicito nella sua denuncia di quello che sta accadendo è Matt Foreman, direttore della National Gay and Lesbian Task Force, che dice ai repubblicani di fermarsi di incolpare i gay per quello che invece è un caso che riguarda un comportamento altamente inappropriato e un abuso di potere. Per Foreman il partito repubblicano, GOP, «ha una sola risposta quando è nei guai: dare la colpa ai gay. Prima hanno suggerito che alle lamentele passate su Foley non fu dato seguito proprio perché non volevano apparire come quelli che ce l’hanno sempre con i gay. Poi hanno sguinzagliato i loro sgherri come Tony Perkins e Pat Buchanan (noti esponenti ultraconservatori antigay, ndr) a diffamare gli omosessuali dicendo che i gay sarebbero più propensi alla pedofilia (su questa mistificazione particolarmente ributtante torneremo nei prossimi giorni, ndr). Ora, in un altro segnale di disperazione, è chiaro che cercano di avvelenare ogni possibile futuro dibattito facendo allusioni che sarebbe stata una rete di repubblicani segretamente omosessuali che avrebbe cercato di proteggere Foley.» Foreman conclude il suo attacco notando che «I paralleli col maccartismo sono agghiaccianti. Ora sono i gay, non più i comunisti, ad “operare al più alto livello di governo”».
(Roberto Taddeucci)

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