Stepchild adoption per due mamme: è la prima volta dopo la legge Cirinnà

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"I bimbi stanno crescendo ottimamente accuditi, in un clima sereno e positivo. Assai semplicemente va riconosciuta una situazione di fatto", dice la Corte

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“Oggi ho guardato Daniela camminare in strada con Agata e mi sono detta: adesso nessuno potrà più togliergliela“, dice Silvia Casassa. Daniela Vassallo è sua moglie e Agata è sua figlia: ora anche per la legge italiana figlia di entrambe. Silvia e Daniela si sono sposate in Danimarca nel 2014 e sono ormai una coppia stabile: la Corte di Appello di Torino ha riconosciuto loro la stepchild adoption incrociata per le rispettive figlie, dunque anche per Amalia, figlia biologica di Daniela.

È la prima volta che accade dopo l’approvazione della legge sulle unioni civili, che pur non presentando più le parti originarie sulla regolamentazione della stepchild adoption, recita nel comma 20 che “resta fermo quanto previsto e consentito in materia di adozione dalle norme vigenti”: se quindi non vi è una concreta disciplina delle adozioni, i giudici hanno la libertà, ove lo ritengano opportuno, di consentire la stepchild.

La sentenza dei magistrati di Torino è epocale: si legge nei rapporti che “i bimbi stanno crescendo bene, ottimamente accuditi dai relativi genitori e in un clima sereno e positivo”. Per cui va “assai semplicemente riconosciuta una situazione di fatto”, applicando sostanzialmente la legge del 1983 sulle adozioni in casi particolari. La sentenza inoltre riporta citazioni della Corte Europea dei Diritti: “il concetto di vita familiare deve essere ancorato ai fatti e nessun rilievo può avere la circostanza che il nucleo sia formato da un’unione affettiva eterosessuale o tra persone dello stesso sesso“.

“Quando abbiamo deciso di avere la prima bimba ci siamo chieste chi sarebbe stata la ‘mamma di pancia’ e chi la ‘mamma di cuore’. Ora finalmente non sono più invisibili per lo Stato, è una grandissima gioia”, afferma Silvia. Di fatto però le due bimbe non sono per la legge sorelle: infatti per le adozioni in casi particolari viene riconosciuta la parentela limitata. “Cercheremo di fargli avere lo stesso cognome, ma per loro è già così…”.

Fonte: Corriere.it >

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