Stoccolma: pride and the city

Se il pastore luterano sfila al Pride e un poliziotto lo segue (ma non per arrestarlo). Accanto agli scout, i militari, i giocatori di kubb, i ministri e tanta gente comune.

L’ultima battaglia: il matrimonio civile“L’ultima grande richiesta

che abbiamo? Il matrimonio civile per gli omosessuali” risponde alla nostra (provocatoria) domanda Andreas, addetto stampa dello Stockholm Pride 2007.

In Svezia le unioni civili sono legge dal 1995, ma l’avere una legislazione diversa rispetto agli eterosessuali sembra non essere accettabile per la comunità GLBT svedese.

Comunità che può contare su un largo appoggio pubblico, dal momento che la parata di quest’anno ha forse raggiunto la cifra record di 1 milione di presenze. Come il Roma Pride, solo che la popolazione svedese è di 9.000.000 di persone, ovvero poco più di un decimo di quella italiana.

Partecipazioni impensabili (in Italia)Tra i manifestanti, gruppi impensabili per un pride italiano: preti, polizia, partiti di centro-destra e persino boyscout.

Tutte le forze politiche, ad esclusione dei cristiano-democratici (“Che hanno rifiutato di partecipare”, ci dice Andreas), erano presenti alla parata.

Il partito più “orgoglioso”? I verdi.

Altra partecipazione importante alla parata è stata quella dei poliziotti gay, che hanno riportato l’attenzione sulla presenza GLBT nelle forze armate proprio mentre l’esercito svedese, in piena inversione di rotta rispetto al “don’t ask, don’t tell” statunitense, sta conducendo una campagna per il reclutamento di gay e lesbiche nelle proprie fila.

Ad attendere gli aspiranti soldati nello stand dell’esercito all’interno del Pride Park c’erano due militari in uniforme, muscolosi e alti circa 1,90: vi assicuriamo che avrebbero fatto arruolare di corsa anche l’antimilitarista più convinto.

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Ma la presenza che ha destato maggiore interesse è stata sicuramente quella di 36 pastori luterani, che hanno sfilato con striscioni “L’amore è più forte di tutto”, “Prete orgoglioso” e “Dio mi ama, è lui che mi ha creato così”.

Anche se la gerarchia ufficiale non approva le unioni omosessuali, sono molti i pastori luterani della Chiesa di Svezia che da anni benedicono le nozze gay. "Se oggi benediciamo le unioni omosessuali, non vedo perché non celebrare i matrimoni gay", ha affermato il pastore Arne Wilkstroem della parrocchia di Oscars, al centro di Stoccolma.

Chiesa reale contro chiesa ufficiale: 1-0.

La ministra dello sportIn un paese in cui le quote rosa sono solo un retaggio del passato (dal momento che il 47% del

Parlamento è composto da donne), il pride non poteva che essere patrocinato da una donna, la ministra della Cultura e dello Sport Lena Adelsohn Liljeroth, esponente del partito moderato.

“Sono stata molto contenta di ricevere l’invito e l’idea di rifiutarlo non mi è neanche passata per la mente”, ha commentato.

Quanto sembrano lontane (e un po’ ridicole) le combattute adesioni formali (senza partecipazione reale) di molti politici italiani?

Lo sport: per combattere l’omofobia

Il tema scelto per il Pride di Stoccolma di quest’anno è stato lo sport.

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In Svezia sono presenti dal 2002 leggi antidiscriminatorie nei confronti di omosessuali e bisessuali, ma lo sport rimane un ambito in cui è ancora difficile essere apertamente omosessuali, bisessuali o transgender.

L’agenda delle attività del Pride ha previsto gare di tiro con l’arco, hockey, arti marziali e “dildo kubb”, una variante del gioco nazionale kubb giocata con dildo anziché con i tradizionali blocchetti di legno.

Durante la parata erano presenti ciclisti, pattinatori ed il gruppo degli Stockholm Dolphins, i nuotatori di Stoccolma.

“I’m gay”, Ru Paul, Eurovision e la Bananarama

La canzone ufficiale del Pride si intitola “I’m Gay” ed è cantata da Cissy Ramsby, finalista del seguitissimo Idol (l’equivalente svedese di Amici): a quanto pare i talent show sono ad alta percentuale gaya anche all’estero.

Ma lo show che manda letteralmente in delirio il popolo gay svedese è l’Eurovision, il festival musicale europeo che nel 1998 lanciò la trans Dana International.

I cantanti svedesi che hanno gareggiato per partecipare all’Eurovision trovano il proprio spazio durante il pride nella tradizionale serata del giovedì, la Schlager Night.

Il sabato sera è stato invece incoronato dalla presenza di RuPaul (che nel 1993 ha duettato con Elton John nel remake di “Don’t go breaking my heart”) e delle Bananarama.

di Eleonora Zucconi