Strasburgo: discriminzione negare assicurazione a coppie gay

La Corte Europea dei diritti Umani accetta il ricorso di una coppia austriaca. “Bisogna dimostrare che trattamenti diversi basati sul sesso sono necessari per realizzare scopi legittimi”

Negare l’accesso alla copertura assicurativa alle coppie omosessuali viola il loro diritto a non essere discriminate in relazione al diritto al rispetto della vita privata e familiare. Lo ha stabilito la Corte europea dei diritti dell’uomo che oggi ha reso noto di aver condannato l’Austria per aver negato l’estensione della copertura assicurativa al partner di un omosessuale.

"La Corte osserva che il governo austriaco non ha dato alcuna giustificazione per il trattamento differente della coppia omosessuale rispetto a quelle eterosessuali", si legge nella sentenza, in cui si sottolinea che "gli Stati godono di un margine di giudizio ristretto quando introducono differenti trattamenti basati sul sesso o l’orientamento sessuale" e che "gli viene richiesto di dimostrare che tale differenziazione è necessaria a realizzare uno scopo legittimo".

La Corte sottolinea comunque che dal 2007, con il passaggio di una nuova legge in Austria, i ricorrenti, i cui diritti erano stati violati prima di allora, non possano più ritenersi vittime. Infatti la nuova legislazione non fa alcuna distinzione tra coppie omosessuali e eterosessuali. La Corte di Strasburgo ha stabilito che il governo austriaco dovrà versare 10mila euro per danni morali alla coppia che ha fatto ricorso.

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