“Strasburgo ha parlato: ora vogliamo il matrimonio per tutti”

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Appello al governo di 28 associazioni: "Matrimonio per tutti o lo Stato dovrà a pagare".

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Continua a far discutere, la sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo che ha condannato l’Italia per violazione dei diritti umani accogliendo il ricorso di tre coppie gay che, nell’ambito della campagna di Affermazione Civile lanciata da Certi Diritti e Rete Lenford, si erano viste negare le pubblicazioni di matrimonio dagli uffici dell’anagrafe dei rispettivi comuni. Alla luce di quella sentenza, le associazioni lgbt italiane, ma anche altre che supportano le battaglie per i diritti civili (un totale di ben 28 sigle), ora chiedono a gran voce che si approvi, in Italia l’estensione del matrimonio anche per le coppie omosessuali.
“Le associazioni italiane LGBTI e tutte le associazioni impegnate sul terreno delle libertà civili, che aderiscono alla Campagna #LoStessoSì – si legge in una nota congiunta – esprimono preoccupazione per l’inerzia di un legislatore che colpevolmente, al di là del colore politico, non ha saputo sino ad oggi riconoscere dignità sociale alle relazioni familiari delle persone omosessuali“.

“Chiediamo – scrivono le associazioni – che il Governo italiano si esprima, in modo inequivoco e coerentemente con gli impegni assunti dai propri esponenti nel corso di questi mesi, dichiarando di rinunciare alla impugnazione della decisione, mediante acquiescenza”. Se volesse, infatti, il governo potrebbe ricorrere contro la decisione di Strasburgo sperando in un ribaltamento della sentenza e, quindi, nell’annullamento della condanna.
“Chiediamo altresì – continuano – che il Parlamento italiano introduca senza ritardi una legge che garantisca alle coppie dello stesso sesso la protezione della vita familiare mediante l’estensione del matrimonio civile, l’unico istituto che garantirebbe realmente la piena uguaglianza tra tutti i cittadini e le cittadine.
Lo Stato italiano sarà da oggi sotto osservazione da parte dell’Assemblea dei Ministri del Consiglio d’Europa, ma anche le associazioni continueranno a vigilare, perché non vengano introdotte forme di discriminazione in materia di diritto di famiglia”.

C’è, poi, anche un fattore economico. La sentenza di Strasburgo, infatti, ha condannato l’Italia ad una multa che ammonta a circa 5000 euro per ogni ricorrente. Soldi che lo Stato dovrà pagare alle coppie come risarcimento del danno subito. E se altre coppie seguiranno la stessa strada è facile immaginare che la cifra possa aumentare esponenzialmente.
“D’ora in avanti il colpevole immobilismo delle istituzioni – sottolineano le associazioni – provocherà per lo Stato l’obbligo di risarcire ogni singola persona o coppia omosessuale vittima di violazione del diritto fondamentale alla vita familiare. Risarcimenti che peseranno sulle casse dello Stato e sulle tasche di ogni singolo cittadino costretto a pagare per l’inerzia della classe politica. Noi ci impegneremo a promuovere e sostenere tutte le relative azioni giudiziarie”.
All’appello, che portala firma della campagna #LoStessoSì, hanno aderito Agedo, Antéros LGBTI Padova, Arci, Arcigay, Arcilesbica, Anddos, Associazione Radicale Certi Diritti, Associazione Attivisti Gay Harvey Milk Onlus Ascoli Piceno, Avvocatura per i Diritti LGBTI – Rete Lenford, Azione Gay e Lesbica, CILD – Coalizione Italiana per le Libertà e Diritti Civili, Circolo Tondelli Bassano del Grappa, Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, CondividiLove, Cooperativa Befree, Coordinamento Torino Pride, Diversity, Edge – Excellence & Diversity by GLBT Executives, Equality Italia, Famiglie Arcobaleno, Harvey Milk Onlus, I Mondi Diversi, La Fenice Gay, L.Arcobaleno – LUISS Students Association, LoveOutLaw, Polis Aperta, Progetto Prisma, Rete Genitori Rainbow.

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