Studente 21enne aggredito a Milano da un balordo perché gay

Forse la maglia troppo scollata a infastidire l’uomo, che ha colpito il ragazzo prima con una schiaffo poi con una bottiglia.

Il fatto risale al 24 giugno, giorno in cui Marco, il ragazzo aggredito, ha scritto un post su Facebook per raccontare quanto accaduto. Era la prima volta che veniva attaccato per il suo orientamento sessuale. Marco infatti è gay, di origine sarda ma residente a Milano da anni, dove frequenta la Milano Fashion School. Il suo sogno è diventare un fashion designer. Quel lunedì 24 giugno stava andando in palestra, come suo solito, e aveva preso la linea 9 del tram che lo avrebbe portato a destinazione. Visto il caldo, aveva indossato una maglia molto scollata, a suo dire “molto appariscente”.

Insieme a lui, oltre a molti altri passeggeri, a bordo del tram c’era un balordo, visibilmente ubriaco. Senza una ragione, ha iniziato a dirgli “fr*cio di mer*a“, “fai schifo“, “finocc*io“. Marco, preoccupato dalla situazione, ha pensato bene di ignorarlo, fingendo di non essersi accorto degli insulti e continuando a usare il cellulare. E’ a quel punto che l’uomo si è alzato dal suo posto e gli ha dato un violento schiaffo al volto, accusandolo di averlo fotografato. La negazione del ragazzo, veritiere, non hanno convinto l’ubriaco, che comunque è sceso dal tram. Prima che le porte si chiudessero, ha lanciato la bottiglia contro il ragazzo, poi se l’è presa con il mezzo, prendendo a calci la fiancata.

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La noncuranza dei passeggeri (meno uno) e la segnalazione ai Carabinieri di Milano

Sceso alla fermata successiva, Marco ha segnalato il fatto a una pattuglia di Carabinieri in servizio. La sua versione è stata confermata da un ragazzo marocchino che aveva assistito alla scena. E’ stato l’unico a voler scendere dal tram ed essere testimone. Gli altri, italiani e non, non hanno voluto aiutare Marco. Dopo questo, gli agenti e il ragazzo sono saliti in auto a cercare l’uomo, che però nel frattempo era sparito. Non ha voluto sporgere denuncia. 

L’aver riportato quanto subito su Facebook non è per essere compatito, spiega proprio nel suo post.

E’ per questo che esistono i gay pride, per questo che servono. E ora che anche io so cosa vuol dire essere aggrediti per strada lo sosterrò a gran voce e ancora di più. Nessuno mi impedirà mai di indossare la mia maglietta scollata e di essere me stesso. 

Immagini prese dal profilo Facebook di Marco.