Stuprato, aggredito e derubato: “E’ gay, mi fa schifo”

Una violenza inaudita, questa volta con l’aggravante dello stupro, e 25 giorni di prognosi per un giovane riminese vittima della cieca barbarie di un abituè della violenza carnale. Arrestato l’uomo.

Non accenna a placarsil’ennesima ondata di omofobia estiva che ha sconvolto l’Italia anche quest’anno. L’ultima, tragica, notizia arriv da Rimini dove lo scorso 25 agosto (la notizia è stata diffusa solo ieri, ndr) un giovane gay è stato aggredito, stuprato e derubato.Un episodio di particolare efferatezza che, però, la vittima ha avuto il coraggio di denunciare. La violenza è stata brutale e cieca al punto che la prognosi che l’ospedale ha dato al giovane che l’ha subita è di ben 25 giorni. L’aggressore, che è stato denunciato ed immediatamente arrestato dalle forze dell’ordine, ha dichiarato di non essere omosessuale e di aver picchiato la vittima perché gli faceva schifo in quanto gay. Una sorta di punizione sessuale, quindi, per la sua natura di omosessuale.

A rendere noto l’episodio è l’Arcigay di Rimini che racconta la "dinamica barbarica della violenza, con lo stupro a cui sono seguite le botte e gli insulti" che hanno costretto la giovane vittima a ricorrere alle cure ospedaliere.

"Questa denuncia – spiega il presidente di Arcigay Rimini Alessandro Tosarelli – è il segno di un cambiamento di prospettiva che porta finalmente gli omosessuali a rivolgersi alle forze dell’ordine per denunciare le violenze subite, qualunque sia la loro forma, e dovrebbe far riflettere il legislatore sull’urgenza di una legge di tutela dalla violenza per la minoranza gay, lesbica, bisessuale e transessuale omosessuale".

E la stampa locale, a dire di Arcigay, ha tentato di sminuire l’accaduto riducendo il tutto ad "una notte di sesso fra i due maschi ubriachi, entrambi single e da soli in vacanza" e trattando la vicenda come "una storia dai risvolti boccacceschi". Il quotidiano, insomma, avrebbe lasciato intuire che i due si conoscessero e che il rapporto fosse consensuale.

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In realtà, la ricostruzione fatta dalle Forze dell’Ordine avvalora la versione della vittima, per non parlare del fatto che è stato lo stesso aguzzino, che ha già precedenti di stupro ai danni di una donna, a spiegare che è stato il disprezzo verso i gay a portarlo ad aggredire il ragazzo.

E mentre un team di avvocati messo a disposizione dall’associazione riminese assiste la giovane vittima, Arcigay chiede a "La Voce di Rimini" una smentita di quanto scritto e delle scuse pubbliche alla vittima che dalle pagine del quotidiano ha subito l’ennesima umiliazione.