Suor Letizia e l’Expo 2015

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Che succede a Milano? Festival del cinema gay senza patrocinio, mostra "Vade Retro" cancellata. Raid al Lelephant e chiusura dei locali nella gay street. C'è bisogno di una...

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Prima il festival del cinema gay di Milano: una delle più autorevoli rassegne di cultura gay e lesbica italiana non solo non viene finanziata, ma neppure non è meritoria di un innocuo patrocinio.

Dopo la splendida mostra Arte e Omosessualità: prima finanziata dall’Assessorato di Sgarbi, poi censurata a tal punto che gli organizzatori hanno deciso di cancellarla. E per vederla ci è toccato andare a Firenze.

In questi giorni altre due notizie. Proprio nei giorni di Milano Moda, in cui la metropoli meneghina viene presa d’assalto da professionisti di tutto il mondo, gran parte dei quali omosessuali, Lelephant, un tranquillissimo bar di via Melzi, viene preso d’assalto per un controllo da una trentina di poliziotti che identificano le numerose persone presenti.

Ma non basta: un’ordinanza del Comune di Milano impone ai bar della gay street la chiusura delle 22: certo, dire che la  "gay street" è tutto fuorchè un paradiso non deve offendere nessuno, ma imporre la chiusura alle 22 di locali storici anche perchè, come si legge in una lettera della Questura, sono frequentati da persone "dalla chiara tendenza omosessuale", fa davvero gridare allo scandalo.

Che succede a Milano? Possibile che la capitale economica di questo paese non riesca ad avere una amministrazione comunale che valorizzi e non comprima le espressioni della comunità lgbt cittadina? Possibile che Milano debba meritarsi una amministrazione comunale più in linea con Teheran o Il Cairo che con Londra o Berlino? Possibile che la Questura milanese – in tempi di un governo di centro-sinistra, non dimentichiamolo… – non abbia di meglio da fare che sprecare 30 uomini per comminare una multa per il mancato rispetto del divieto di fumo, dopo aver terrorizzato i presenti? Possibile che Suor Letizia Moratti non possa essere mandata a casa? O c’è bisogno di una nuova Stonewall milanese? E possibile – perdonatemi – che la comunità lgbt milanese, associazioni gay in testa, non si svegli e inizi a farsi sentire?

 

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