Svizzera: al via campagna contro le unioni gay

I movimenti religiosi si mobilitano in vista della votazione sulla legge sul registro delle unioni omosessuali che si terrà il prossimo 5 giugno.

BERNA – Respingere l’unione registrata di coppie omosessuali non significa condannare i legami affettivi tra persone dello stesso sesso, bensì evitare inutili costi e confermare il matrimonio quale fondamento della società e unico alveo in cui la vita possa essere tramandata alla generazione successiva. Lo sostiene il comitato contrario alla nuova legge in votazione il prossimo 5 giugno in Svizzera, che oggi a Berna ha presentato i suoi argomenti.

Sono passati i tempi in cui gay e lesbiche venivano emarginati, ha affermato il consigliere nazionale Ruedi Aeschbacher (PEV/ZH). La società è diventata tollerante, gli omosessuali possono vivere insieme regolando come vogliono i loro diritti e doveri. Ricorrere a contratti e avvocati può comportare dei costi e non sempre porta agli stessi risultati di un matrimonio, ha riconosciuto Aeschbacher, ma la differenza si spiega con la diversa valenza dell’unione coniugale, che – contrariamente all’unione registrata – ha un’importanza fondamentale per la società e per la sua esistenza.

Approvare l’unione registrata significherebbe inoltre discriminare altre forme di vita in comune, come quelle fra fratelli o i concubinati fra eterosessuali, ha affermato Lilian Studer, granconsigliera evangelica argoviese e presidente del comitato giovanile contrario alla legge. L’accettazione da parte della società di forme di vita alternative può inoltre a suo avviso avere influsso sugli orientamenti sessuali dei giovani. Vi è inoltre il pericolo che la legge rappresenti solo il primo passo verso la possibilità, per gay e lesbiche, di adottare un bambino.

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Per il segretario generale del PEV svizzero, Joel Blunier, si tratta di correggere l’immagine veicolata negli ultimi mesi dai media. Blunier si è detto convinto che vi siano molte persone che non trovano giusta la normativa proposta, ma che hanno paura a manifestare i loro sentimenti.