Tar del Lazio: il prefetto non può cancellare i matrimoni egualitari

Alfano bocciato ancora, dal Tar del Lazio. Maccarrone: “Prefetto e ministro si dimettano”.

Anche il Tar del Lazio boccia la circolare Alfano contro le trascrizioni dei matrimoni egualitari. Dopo il tribunale di Udine , oggi la Prima sezione Ter del Tribunale Amministrativo del Lazio ha stabilito in una sentenza che l’annullamento delle trascrizioni fatte dai comuni può avvenire solo per intervento del tribunale civile e non da parte dei prefetti in esecuzione di una circolare ministeriale. Il Tar ha così accolto il ricorso di alcune coppie che, dopo la cerimonia dello scorso ottobre al Campidoglio, si erano viste cancellare l’atto di matrimonio dai registri di stato civile del comune.

I giudici amministrativi specificano che non essendo il matrimonio tra persone dello stesso sesso previsto dall’ordinamento nazionale, gli atti relativi non possono essere trascritti nei registri di stato civile dei comuni. Ciò nonostante, non spetta né al ministro né al prefetto disporne la cancellazione che compete solo ad un tribunale civile.

Un percorso travagliato, quello della circolare di Alfano che i prefetti hanno attuato d’ufficio nonostante l’opposizione dei sindaci e che è stata bocciata prima dal tribunale di Udine e, ora, dal Tar del Lazio, per non parlare delle archiviazioni chieste per le accuse di abuso d’ufficio nei confronti delle amministrazioni che hanno proceduto alla trascrizione.

Nonostante tutto, però, il governo non ha mai fatto marcia indietro sul testo del ministro, difendendolo più volte anche durante interrogazioni parlamentari presentate quando sono emerse le prime incongruenze tra la circolare e le norme vigenti.

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“L’intervento del Governo si configura insomma come un vero e proprio abuso – commenta il circolo Mario Mieli di Roma per bocca del suo presidente Andrea Maccarrone – e soprattutto come un sopruso ai danni di decine di cittadine e cittadini. Un fatto gravissimo e senza precedenti, degno di un regime autoritario. Per questo chiediamo che il Ministro Angelino Alfano e il Prefetto Pecoraro prendano atto di questa sentenza, che nel ristabilire i principi del diritto, li boccia su tutti fronti, e si dimettano immediatamente”.