Tarcento: "Niente polemiche su unioni gay"

Il Sindaco del comune che ha recentemente approvato un registro per le unioni civili aperto anche alle coppie gay, sulla polemica leghista contraria al registro: «E’ pretestuosa».

TARCENTO (UD) – Il Sindaco Lucio Tollis del comune di Tarcento, che ha recentemente approvato un registro per le unioni civili aperto anche alle coppie gay, è intervenuto nella polemica secondo la quale il registro costituirebbe un’illecita equiparazione tra coppie gay e coppie sposate: «E’ pretestuoso affermare, come sta facendo la Lega, che il Comune di Tarcento ha dato via libera a famiglie tra omosessuali. Il nuovo statuto comunale, infatti, si esprime in maniera ben diversa».

L’opposizione al registro viene soprattutto dalle fila del Carroccio, per bocca del segretario regionale Beppino Zoppolato e di Claudio Violino. Ma Tollis rifiuta ogni polemica pretestuosa: «All’articolo 8 dello statuto, Tutela della famiglia – ricorda il primo cittadino -, si afferma che il Comune riconosce nella famiglia fondata sul matrimonio la struttura sociale primaria e ne tutela e valorizza il ruolo fondamentale nella comunità».

La protesta leghista si rivolge in modo specifico al contenuto dell’articolo successivo che riguarda le unioni familiari e affettive. «Il Comune – si legge nel disposto – riconosce la dignità delle unioni familiari e affettive fondate sull’amore e sul rispetto reciproco e ne tutela i diritti dei componenti secondo le vigenti leggi».

Tollis ritiene che «una più attenta lettura da parte degli esponenti della Lega sarebbe in grado di fugare le streghe che gli stessi stanno agitando. Il Comune di Tarcento, infatti, non sta codificando alcuna famiglia formata da omosessuali. Tantomeno lo prevedono le vigenti leggi. Per quelle, invece, di futura emanazione, la Lega, essendo componente di governo, non dovrebbe temere alcunchè. Ma forse si è soltanto voluto fare del chiasso gratuito per dare in pasto alla gente una merce che non è sul mercato».

D’altro canto, il consigliere Pietro Tonchia, membro della commissione statuto, in consiglio comunale aveva dichiarato che «riconoscere dignità alle unioni familiari e affettive non significa che a esse siano collegati diritti ulteriori rispetto a quelli della legge vigente».

Da ricordare, al riguardo, che Michela Gasparutti, capogruppo di Fi, aveva condiviso l’intervento di Tonchia, affermando che «i casi della vita sono molteplici e non tutto è bianco o nero e non spetta da alcuno dare giudizi sulla famiglie di fatto o di diritto. Tutte le famiglia, anche quelle di fatto, devono pertanto essere tutelate nei loro diritti fondamentali».