Tbilisi Pride: la parata in Georgia è durata 30 minuti

Nonostante le limitazioni, il primo storico Pride di Tbilisi è diventato realtà. Decine di partecipanti tra agenti di Polizia in tenuta anti-sommossa.

Decine di persone, protette da un cordone invalicabile di agenti di Polizia in tenuta anti-sommossa, per 30 minuti. Questo è stata il primo pride a Tbilisi, capitale della Georgia. Le minacce ricevute non hanno fatto intimidire gli organizzatori, che ieri si sono dati appuntamento davanti al ministero degli Interni, per la prima volta nella storia LGBT del piccolo Stato. Una parata diversa da quelle a cui siamo ormai abituati ad assistere, ma l’obiettivo non cambia: richiedere diritti e ottenere una maggiore visibilità. Anche a costo di andare contro le istituzioni, manifestando e protestando rischiando anche di essere aggrediti. 

Infatti, a contro-manifestare erano presenti anche alcuni estremisti, circa duecento, che da ieri mattina presiedono la sede del ministero degli Interni, pronti a bloccare qualsiasi parata o manifestazione. Con cartelloni e slogan, i due gruppi non si sono mai scontrati grazie alla Polizia che ha mantenuto l’ordine, esclusi alcuni episodi. Uno degli organizzatori, ha affermato:

Piccoli numeri ma siamo riusciti a uscire in sicurezza. Stiamo facendo la storia.

Anche se solo per 30 minuti e con meno di 100 persone, il “primo” Tbilisi Pride è stato un forte segnale che ha dimostrato il coraggio degli attivisti LGBT della Georgia.

Estremisti pronti allo scontro al Tbilisi Pride

Nonostante il pride fosse protetto dalla Polizia, gli estremisti si sono avvicinati tanto da lanciare delle bottiglie di vetro contro i manifestanti, colpendone alcuni. Il loro intento era proprio quello: aggredire i partecipanti alla parata. La sicurezza, visto il rischio di scontri, era preparata a contrastare eventuali disordini già dalla mattina, ma alla fine non ce n’è stato bisogno.

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Il pride a Tbilisi era stato organizzato per alcune settimane fa, ma si era deciso di posticiparlo dopo delle polemiche e rivolte causate da una dichiarazione di un politico, che non era piaciuto molto ai cittadini.

La Georgia LGBT

La Georgia è un piccola Stato tra la Russia e la Turchia. Geograficamente appartiene all’Asia, mentre culturalmente è più europeo. Solo la capitale presenta qualche locale dedicato alla comunità LGBT, ma sia in città che nelle periferie l’omofobia dilaga e l’omosessualità non è assolutamente ben vista.

Nel 2013, al termine di una manifestazione organizzata per il 17 maggio (Giornata mondiale contro l’omofobia) alcuni attivisti vennero brutalmente aggrediti nel corso di un’incursione organizzata dalla chiesa ortodossa.