Tg omofobo: non si placano le polemiche

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La redazione e la proprietà del canale "Dì Lucca" chiedono le dimissioni del direttore omofobo e pubblicano un video di scuse. Il Sindaco di Lucca: "la città ha...

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Gli organizzatori del concorso di Mister Gay Italia e di Miss Trans Italia contro cui si è scatenata l’ira omofoba di un giornalista locale non ci stanno. Il caso, portato alla luce dal portale Gay.it, è lontano dall’essere concluso. (guarda il video)

Chieste le dimissioni del direttore – «Apprezziamo le buone intenzioni

della proprietà del canale "Dì Lucca" – dice Regina Satariano, organizzatrice di Miss Trans Italia -, di controllare, come annuncia, i contenuti che vanno in onda nel suo telegiornale. Noi stessi, io e De Giorgi, saremo ospiti di una tramissione domani, nel primo pomeriggio, per dare il nostro punto di vista sulla vicenda. Apprezziamo inoltre il gesto della redazione di dissociarsi dal suo direttore di chiederne, anzi, le dimissioni dal suo incarico. Le scuse di Vanni "per la battuta infelice", come dice lui stesso confermando di non aver capito la gravità di quanto accaduto, le rispediamo invece al mittente. Quanto detto durante il telegiornale che conduceva è stato piuttosto un ragionamento articolato che ha tirato in ballo la diginità delle persone gay e trans. Inoltre,  cosa tra le più odiose, si è permesso di fare dell’ironia sui genitori di un ragazzo di 21 anni (il Mister Gay Italia Daniel Argentino) che ha da poco fatto coming out».

Troppe responsabilità – «Il soggetto non è un qualunque bagnino anziano che allontana una coppia gay dalla spiaggia perché schifato da un gesto di affetto – dice Alessio De Giorgi, organizzatore di Mister Gay italia ricordando l’episodio avvenuto la scorsa estate sulla Lecciona di Torre del Lago -. Qua si tratta di un giornalista professionista che oltre a conoscere l’etica professionale dovrebbe sentire la responsabilità di quanto afferma prima di affermarlo, e non dopo. Oltretutto, come scritto sul suo sito personale e come lui stesso conferma questa mattina sui giornali, eserciterebbe la professione di psicologo clinico. Tralasciando l’incompatibilità della doppia professione, vietata dall’Ordine dei Giornalisti per i professionisti, ci chiediamo cosa potrebbe mai dire ad un giovane o una giovane lgtb che chiedesse aiuto proprio a lui. Tenterebbe di "guarirlo"? "Ripararlo", con le preghiere, magari?»

«Per tutto questo – concludono i due patron – annunciamo che continueremo, come già anticipato ieri, con tre esposti: uno all’Ordine dei Giornalisti, uno all’ordine degli Psicologi e uno al CORECOM».

Il Sindaco di Lucca – Sulla vicenda è

intervenuto anche il Sindaco di Lucca Mauro Favilla che ha fatto sapere come la "scelta di un singolo" non abbia "nulla ha a che vedere con la tradizione secolare di tolleranza, accoglienza e soldiarietà che ha sempre caratterizzato la nostra città nel corso di tutta la sua storia. Il fatto poi che la stessa emittente si sia dissociata e scusata del servizio non può che farci piacere".

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