La Thailandia potrebbe diventare il primo Paese asiatico a legalizzare il matrimonio egualitario

Diritti LGBT finalmente in arrivo anche in Asia, con Thailandia e Taiwan ad un passo dal matrimonio egualitario.

La Thailandia potrebbe battere Taiwan, diventando così il primo Paese dell’Asia a legalizzare il matrimonio tra persone dello stesso sesso.

Il governo militare thailandese vuole approvare una legge sul partenariato civile prima delle prossime elezioni, previste per il mese di febbraio del 2019. Nel frattempo, Taiwan ha rallentato le pratiche dopo la sentenza del 2017 che chiedeva urgentemente la modifica del codice civile per legalizzare le unioni omosessuali. Ad oggi, nessun Paese dell’Asia riconosce il matrimonio egualitario, ma presto molto potrebbe cambiare.

“La giunta [tailandese] vuole approvare la legge prima delle elezioni, in modo da avere il sostegno dalla comunità LGBTI, così come quello della comunità internazionale”, ha detto Titipol Phakdeewanich, Preside della Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Ubon Ratchathani. “Ora [le forze armate] stanno facendo di tutto per aumentare la loro popolarità”, ha detto il Preside a Gay Star News. La Thailandia, prevalentemente buddista, è conservatrice, ma il il Paese sta lentamente diventano sempre più ‘accettabile’ per le persone LGBTI.

Taiwan, invece, è ampiamente considerato uno dei posti più gay-friendly di tutta l’Asia. Nel maggio dello scorso anno la Corte Costituzionale di Taiwan ha dato al governo due anni di tempo per legiferare l’uguaglianza matrimoniale, prima che diventasse automaticamente legge. Per non saper leggere ne’ scrivere, il Governo ha deciso di chiamare il popolo alle urne, il 24 novembre prossimo, con un referendum in cui verrà chiesto loro se modificare il codice civile o introdurre una nuova legislazione separata per le coppie dello stesso sesso.

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Anche la legge thailandese potrebbe richiedere del tempo, sottolinea Titipol Phakdeewanich. Tecnicamente, il disegno di legge dovrebbe superare diverse consultazioni che potrebbero richiedere mesi e mesi di dibattiti. I militari, al potere dal 2014, potrebbero però saltare questo processo, arrivando direttamente all’approvazione. “La legalizzazione del matrimonio tra persone dello stesso sesso attraverso la legge sul partenariato civile sarà solo il primo passo per promuovere l’uguaglianza”, ha concluso Phakdeewanich.