The Danish Girl con Eddie Redmayne trans sarà in concorso a Venezia

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Aspirerà al Leone d’Oro l’atteso biopic di Tom Hooper su Lili Elbe, prima trans operata.

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L’atteso biopic The Danish Girl diretto da Tom Hooper, premio Oscar per Il discorso del re, con Eddie Redmayne nei panni della prima trans operata della Storia, Lili Elbe, sarà in concorso alla 72esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia (2-12 settembre). Ispirato al romanzo omonimo di David Ebershoff, pubblicato in Italia col titolo La danese da Guanda, racconta la straordinaria vicenda che portò alla trasformazione identitaria, nata quasi per caso: siamo negli anni ’20 a Copenaghen. La pittrice americana Gerda Waud detta Greta doveva completare il ritratto di una cantante lirica ma non aveva a disposizione una modella, per cui il marito Einar, suo anch’egli pittore nonché suo ex professore alla scuola di Belle Arti di Copenaghen, decise di posare per la moglie in abiti femminili. Ma quella stoffa “tanto delicata e ariosa che sembrava una garza” fu una folgorazione che fece scoprire a Einar la propria natura transgender – un controllo medico svelò anche la presenza di un paio di ovaie atrofizzate – e a Greta, curiosamente entusiasta, la musa ispiratrice per i suoi quadri migliori. L’ex Einar, ormai rinato nella vellutata pelle di Lili, cambierà sesso nel 1930 in una clinica di Dresda.

Inizialmente Einar/Lili doveva essere interpretato/a da Nicole Kidman che poi rinunciò dopo vari rimandi delle riprese del film e la scelta è finita sull’androgino Eddie Redmayne, fresco di Oscar per La teoria del tutto, che già aveva lavorato con Hooper nel letterario Les Misérables ed era stato un tormentato ragazzo gay nel modesto dramma famigliare Savage Grace di Tom Kalin. Ma qui, dalle prime foto di scena, si direbbe perfetto per un ruolo gender di questo tipo. La moglie Gerda/Greta è intepretata dall’attrice svedese Alicia Wikander e nel nutrito cast ritroviamo l’attore gay Ben Whishaw, il bel Matthias Schoenaerts e Amber Heard, neomoglie di Johnny Depp.

Fuori concorso troviamo invece l’inevitabile film scandalo di Venezia 72, Spotlight di Thomas McCarthy, dramma di denuncia destinato a fare luce sugli abusi sessuali a danni di minori da parte di alcuni preti del Massachusetts, insabbiati per anni dalla Chiesa, in particolare dal cardinale Bernard Law, e svelati da un gruppo di giornalisti del Boston Globe che per la loro indagine vinsero il Pulitzer nel 2003. Vistosamente hollywoodiano il cast: Michael Keaton, Mark Ruffalo, Stanley Tucci, Rachel McAdams e Liev Schreiber.

Saranno quattro i titoli italiani in competizione: Sangue del mio sangue di Marco Bellocchio, A Bigger Splash di Luca Guadagnino, L’attesa di Piero Messina (opera prima) e Per amor vostro di Giuseppe Gaudino. Si apre la sera del 2 settembre con l’avventuroso e adrenalinico Everest dell’islandese Baltasar Kormákur con Jake Gyllenhall, Keira Knightley, Emily Watson, Josh Brolin e Sam Worthington.

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