Tim Cook contro l’Indiana: “Le leggi omofobe sono pericolose”

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Il ceo di Apple schiera tutta l'azienda contro questa e altre leggi simili in discussione.

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La legge approvata in Indiana che permette ai commercianti di rifiutarsi di servire clienti gay e lesbiche per ragioni religiose continua a creare indignazione. Non solo Miley Cyrus, Hillary Clinton e George Takei (solo per citarne alcuni), ora contro quella e tutte le altre leggi simili in discussione in altri stati, si schiera anche Tim Cook e non a nome personale, ma per conto di tutta Apple, di cui è amministratore delegato dal 2011.
“C’è qualcosa di molto pericoloso che sta avvenendo nel Paese” così il Ceo di Cupertino, fresco di coming out, ha scritto in un intervento pubblicato dal Washington Post. In totale, scrive Cook, ci sono circa 100 proposte di legge che puntano a legalizzare la discriminazione. “Proposte – sottolinea il successore di Jobs – che razionalizzano l’ingiustizia facendo finta di difendere qualcosa che sta a cuore a molti di noi. Vanno contro i veri principi sui quali è stata fondata la nostra nazione, e possono potenzialmente cancellare decenni di progressi verso una maggiore uguaglianza”.

Ad Apple, continua, “ci impegniamo a fare business in un modo che sia giusto ed equo. Ecco perché, a nome di Apple, mi oppongo a questa nuova ondata di leggi, ovunque emergano”. “Ho un grande rispetto per la libertà religiosa – conclude – ma non penso che la religione debba essere usata come scusa per discriminare”. Tim Cook è amministratore delegato di Apple dal 2011 e lo scorso 30 ottobre ha annunciato pubblicamente la sua omosessualità in un articolo per Bloomberg Businessweek. Quando lo scorso ottobre Cook decise di parlare per la prima volta pubblicamente del proprio orientamento sessuale , aggiunse: “sono orgoglioso di essere gay e considero questo uno dei più grandi regali che Dio potesse farmi”.
Attualmente, gli stati Usa in cui esistono leggi simili a quella dell’Indiana, sono: Alabama, Arizona, Connecticut, Florida, Idaho, Illinois, Kansas, Kentucky, Louisiana, Mississippi, Missouri, New Mexico, Oklahoma, Pennsylvania, Rhode Island, South Carolina, Tennessee, Texas, Virginia. In altri tredici stati, norme che legalizzazno la discriminazione nei confronti delle persone lgbt per motivi religioni sono in discussione.

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