Torino, divieto al bus omofobo – ma i promotori sfidano il Comune

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Botta e risposta tra Comune di Torino e Generazione Famiglia - La Manif Italia per il divieto all'omofobo Bus della Libertà che da mesi gira l'Italia.

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Il comune di Torino ha revocato il permesso di occupazione di suolo pubblico che era stato inizialmente concesso all’iniziativa “Bus della Libertà, le Manif pour tous Italia”, quest’oggi atteso in città.

 

Una decisione assunta poichè gli organizzatori dell’evento hanno inviato agli uffici una richiesta con informazioni errate: una domanda a nome di CitizenGo per una manifestazione dedicata alla “sensibilizzazione sulla salute psicofisica dei bambini”, mentre l’obiettivo da loro dichiarato, anche attraverso organi di stampa, sarebbe quello di denunciare la nuova ondata di una fantomatica “colonizzazione ideologica”, al pari del nazismo e del comunismo. La revoca del permesso, che peraltro non è nemmeno stato ritirato nei tempi prescritti dalla normativa, risponde a quanto richiesto dalla mozione del Consiglio comunale, che impegna la Giunta a non concedere spazi a organizzazioni omofobiche e transfobiche“, ha spiegato l’assessore comunale ai Diritti e alle Famiglie Marco Giusta.

Dura la reazione dei promotori, che confermano di voler arrivare all’ombra della Mole nella giornata di oggi.

Non possiamo tollerare che insegnino ai nostri figli e nipoti che si può scegliere sin dalla più tenera età se essere maschi, femmine o altri ‘generi’ neutrali. La presenza del Bus della Libertà a Torino intende denunciare la fortissima influenza della Lobby Lgbt sulle politiche comunali, incarnata dalla stessa presenza in Giunta dell’ex responsabile di Arcigay locale, nominato ideologicamente Assessore “alle famiglie”. Il Comune di Torino si è fatto promotore di altre iniziative ideologiche come la diffusione in città di “semafori Lgbt” con l’immagine illuminata di coppie gay”. “Oggi il Bus della Libertà fermerà alle 11 in Rondò Rivella, come da prima autorizzazione del Comune di Torino. Non intendiamo cedere nulla difronte alle pretese liberticide dell’Assessore Giusta e della Lobby che rappresenta: se saremo multati, sarà il prezzo che i liberi cittadini devono pagare per la libertà di espressione dove comanda il pensiero unico“.

Immancabile e puntuale la presa di posizione di Alessandro Battaglia, coordinatore del Torino Pride.

Apprendiamo da un curioso comunicato stampa della ‘fortissima influenza della lobby LGBT sulle politiche pubbliche’. Notiamo con piacere l’evoluzione culturale dei sedicenti organizzatori del Bus della Libertà a Torino che sono passati da una storica, quanto ridicola, definizione di lobby gay a una non meno risibile ma più aggiornata definizione di lobby LGBT. Riteniamo che in questa iniziativa poco vi sia di interessante a parte l’evidente aspetto grottesco. Le iniziative pubbliche di sostegno ai diritti delle persone LGBTQI intraprese da associazioni e/o dalle varie amministrazioni pubbliche sono solo un segno di civiltà e inclusione. Riteniamo che non ci sia nulla da aggiungere se non l’augurio che questa e altre iniziative analoghe si disperdano nell’oblio. Apprendiamo infine con soddisfazione la decisione di Palazzo Civico di revocare il permesso di occupazione di suolo pubblico in quanto la manifestazione non risponde ai criteri stabiliti dal Consiglio Comunale, che impegnano la Giunta a non concedere spazi a organizzazioni omofobiche e transfobiche”.

Alle 11 del mattino, come annunciato e senza permesso di occupazione del suolo pubblico, il ‘Bus della Libertà’ comunque è arrivato a Torino. Nell’indifferenza generale.

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