Torino, per il Consiglio d’Europa è la città italiana capofila dei diritti LGBT

L’organismo per la democrazia e i diritti umani cita il capoluogo piemontese come esempio di politiche inclusive.

Torino fa scuola: la città è stata elogiata come punto di riferimento per le politiche a favore dei diritti della comunità LGBT.

Una bella soddisfazione per Torino è arrivata dal Consiglio d’Europa di Strasburgo, l’organismo internazionale (che nulla c’entra con l’Unione Europea) che promuove la democrazia e i diritti umani nel Vecchio Continente.

Nella prima guida per le amministrazioni locali su come proteggere i diritti delle minoranze, comunità LGBTI, richiedenti asilo e rom, il comune guidato dalla sindaca Chiara Appendino è stato inserito tra le città europee più virtuose. Con ben tre menzioni è la realtà italiana più citata nel manuale.

Le buone pratiche che sono valse a Torino il plauso del Consiglio d’Europa sono il corso di formazione per la Polizia municipale sui temi dell’omofobia, transfobia e sugli stereotipi di genere e sui crimini d’odio contro la comunità LGBT, il piano a favore dell’inserimento lavorativo delle persone transgender e la realizzazione, risalente al 2006, della rete RE.A.DY, il primo network nazionale delle amministrazioni pubbliche contro la discriminazione sulla base dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere.

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