Torino: ma quanto è scomodo il Gay Pride

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La sfilata del Pride è il 17 giugno ma ancora c’è chi preferirebbe che il corteo non passasse per il centro. Il candidato sindaco della CdL Buttiglione sul...

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TORINO – Acque agitate sia nel centro-sinistra che nel centro-destra per le manifestazioni gay nel capoluogo piemontese. La sfilata del Gay Pride che era stata inizialmente prevista per il 10 giugno si terrà invece il 17 per evitare la concomitanza dell’eventuale ballottaggio per l’elezione del sindaco che potrebbe doversi tenere domenica 11. Il quotidiano La Stampa riporta che una lettera riguardante tale cambiamento è stata inviata dal comitato organizzatore circa due settimane fa al sindaco Sergio Chiamparino ma non ha ancora ricevuto risposta. Nell’amministrazione cittadina, di centro-sinistra, non mancano esponenti dell’area cattolica che si erano già a suo tempo dichiarati “perplessi” quando era stata concesso il patrocinio del Comune al Torino Pride 2006 e che preferirebbero che il corteo LGBT non passasse per le vie del centro, gradendo nettamente una zona più…marginale. Tra questi il vicesindaco Marco Calgaro della Margherita che dice: «Non mi risulta nulla di nuovo. I patti erano chiari: non ho nulla contro la parte culturale del Pride, ma sul corteo Chiamparino ci aveva assicurato che si sarebbe svolto al Valentino e non nel centro città. Se la situazione è rimasta questa non ho nulla da eccepire. Altrimenti è evidente che siamo contrari».
Risponde ai rilievi del vicesindaco il coordinatore e membro del direttivo di TorinoPride Enzo Cucco: «È sempre stato chiaro che il corteo sarebbe stato nel centro di Torino. È successo anche a Varsavia e Cracovia, dove pure c´è un regime omofobo. In più la giunta comunale aveva addirittura nominato una commissione, composta proprio da Calgaro e dagli assessori Alfieri e Vinciguerra, per controllare la “decenza” del corteo. Può esserci stato un equivoco, ma mi sembra difficile. Noi comunque andiamo avanti: abbiamo chiesto i permessi e nessuno ci ha fatto problemi». Dal sindaco Chiamparino, perlomeno per il momento, nessuna presa di posizione ufficiale. ^d

Sul fronte centro-destra qualche sorpresa e qualche irritazione per quella che è stata definita “l’apertura” verso i gay di Rocco Buttiglione. Il ministro è il candidato della Casa delle Libertà per la poltrone di sindaco alle imminenti elezioni quando gli è stato chiesto un parere sul sostegno del comune all’annuale International Gay & Lesbian Film Festival ha risposto: «Parliamone. Un conto sono le valutazioni di carattere morale ed estetico, un altro è la libertà di espressione. Il cammino di ciascuno verso la verità passa attraverso i percorsi più svariati, compresi quelli del peccato. Credo che solo attraverso la libertà si incontri la verità: il punto di arrivo verso la verità è uno solo, quelli di partenza possono essere infiniti». Buttiglione pare essere possibilista anche sulla parata del Gay Pride, ma «se diventa ostentazione gratuita, con la volontà dichiarata di offendere il prossimo, non va bene».
Meno disposto a concessioni il candidato a vicesindaco Agostino Ghiglia di Alleanza Nazionale, che mette subito in chiaro che se il centro-destra vincerà a Torino il Festival Da Sodomia a Hollywood non potrebbe più contare su contributi pubblici: «Non capisco perché sostenere manifestazioni di nicchia, culturalmente scadenti e pure in perdita». Concludendo poi: «Sono d’accordo con chi dice che la cultura non ha prezzo, ma solo se è una cultura inclusiva. Non certo quella che sovente scade nella pornografia. Idem per il Pride». Linea dura quindi da parte dell’esponente di AN mentre Buttiglione, pur non rinunciando a qualche richiamo di carattere morale, adotta toni più concilianti, forse memore dell’imbarazzate bocciatura a livello di euro parlamento dell’autunno del 2004 quando, designato commissario europeo alla Giustizia e Libertà dal governo Berlusconi, si vide bocciato a tale incarico per aver bollato come “peccatori” gli omosessuali. (RT)

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