TORINO PRIDE, GRILLINI INFIAMMA PIAZZA CASTELLO

Folla di partecipanti (e passanti) al Torino Pride in Piazza Castello, cuore della città. L’onorevole Grillini ha tratto un bilancio dopo i successi dei cortei glbt in attesa di risposte politiche.

Migliaia di persone, senza distinzione di orientamento sessuale, hanno partecipato sabato 30 giugno al Torino Pride 2007, attraverso un flusso continuo a partire dalle ore 16.00 in Piazza Castello dove erano allestiti una cinquantina di stand. Una manifestazione inevitabilmente sottotono rispetto al trionfo dell’anno scorso – quest’anno non c’è stato il corteo – ma comunque vitale e ricca di spunti interessanti.

«Il Pride è la più grande, imponente, gigantesca e gloriosa manifestazione annuale che difende i diritti civili e le libertà individuali» ha ricordato l’onorevole Franco Grillini dal palco, infiammando la piazza. «Nel mondo ci sono 20 milioni di persone che scendono in strada ogni anno. Pensate che a San Paolo ce ne sono 3 milioni e mezzo, lì fanno una specie di gara con i fanatici

clericali che non sono ancora riusciti a battere la manifestazione gay. Grazie amici del Brasile! Come diceva Aurelio Mancuso, c’era ‘un milione di persone per le vie di Roma’. Non ci credeva nessuno che dopo il Family Day saremmo stati in grado di battere i clericali. Hanno fatto una manifestazione contro di noi, per la famiglia tradizionale, rappresentando un’Italia arcaica e contadina che è la palla al piede di questo paese. Avevano i mezzi di 36.000 parrocchie, di Comunione Liberazione, dei Focolarini e dell’Opus Dei, un palco gigantesco e miliardario, gli sconti delle Ferrovie dello Stato che a noi non hanno fatto quando siamo andati a Roma. Abbiamo dovuto anche spostare di una settimana la manifestazione ma siamo stati di più.

Ti suggeriamo anche  Scuola di Londra partecipa al gay pride, alcuni genitori minacciano un'azione legale

Abbiamo rappresentato l’Italia dei diritti, libera e laica. Il prossimo anno a Bologna, quando ci sarà il Pride nazionale, ci saranno due milioni di persone se si impedirà che il Parlamento faccia il suo dovere votando la legge per i diritti delle coppie di fatto. Qualcuno ha detto no al matrimonio e allora ho presentato la legge sui Pacs. Poi non Sono molto felice di vivere questo momento storico: nonostante le difficoltà e le delusioni anche di questo centro-sinistraandava bene neanche quella. Allora parliamo di Dico, che fa un po’ schifo come proposta, onestamente. È una mediazione tra laici e cattolici. Ma non va bene neanche quella. Qualcuno ha detto: ‘modifichiamo il codice civile’. Io voglio capire che cosa si dirà ancora per non fare niente. Ho appena presentato una proposta di legge che è la proposta spagnola semplicissima: si cancella la differenza tra uomo e donna per il matrimonio. È la cosa più facile di questo mondo.

Sono molto felice di vivere questo momento storico: nonostante le difficoltà e le delusioni anche di questo centro-sinistra che non riesce a varare nessuna norma sui diritti e le libertà, noi in questo momento siamo Davide contro Golia. Un Golia che ha sempre meno autorevolezza e sempre meno capacità di parlare alle coscienze. Utilizza i partiti, le leggi, l’influenza di lobby sul Parlamento. Quella sì che è una lobby, altro che potente lobby omosessuale! Noi dobbiamo continuare a lottare fino in fondo, giorno per giorno, con la nostra visibilità, con i nostri amori, le nostre relazioni perché le nostre vite sono bellissime checché ne dica il Vaticano: noi siamo fieri, orgogliosi e felici di essere omosessuali. Abbiamo una grandissima

responsabilità: rappresentando noi stessi, in questo momento, rappresentiamo il desiderio di libertà che c’è in questo paese. La Destra italiana ha usurpato la parola libertà. Quell’imbroglione di Berlusconi ha chiamato la sua coalizione Casa delle Libertà ma io gli chiedo: dove sono le tue libertà se non di fare quello che ti pare con i quattrini! La battaglia per le libertà è qui, in piazze come questa. È quella che noi stiamo portando avanti ed è per questo che la maggioranza del paese si riconosce nelle lotte che noi facciamo perché sono le battaglie del futuro, della modernità, dello sviluppo, del benessere e di quella felicità che è un diritto di tutti quanti».