Torre Annunziata, niente foto per le coppie gay

Una coppia gay si è vista negare la possibilità di scattare foto all’interno di villa Tiberiade. ‘Solo uomini e donne’.

Ennesimo caso di omofobia in arrivo questa volta dalla Campania, come denunciato da SkyTg 24.

Ciro e Gianni, coppia gay, volevano scattare delle foto all’interno di villa Tiberiade, a Torre Annunziata, per festeggiare nel migliore dei modi la loro unione civile. Un servizio regolarmente a pagamento che la struttura ha però loro negato.

«La villa è aperta a tutti ma la coppia deve essere formata da uomo e donna. Sono le disposizioni che abbiamo avuto dai nostri superiori». «Tutti possono fare foto ma gli sposi devono essere un uomo e una donna. A noi non interessano i soldi, interessa la morale».

Questo è quel che Ciro e Gianni si sono sentiti rispondere, con un tono chiaramente discriminatorio. Villa Tiberiade, va detto, è gestita dalla casa religiosa di Ospitalità delle Figlie di Maria Ausiliatrice. Ha un ampio parco, una spiaggia privata, una sala convegni da 150 posti e camere singole doppie, triple e quadruple da poter affittare. A meno che voi non siate omosessuali.

4 commenti su “Torre Annunziata, niente foto per le coppie gay

  1. Non è dato di comprendere, se
    non in un sensazionalismo di maniera, così confacente a un isterico e strillato sito gay, tutta l’enfasi prodigata in un articolo, scritto su un episodio, tutto sommato, assolutamente ordinario
    Cosa vi è più di ovvio, infatti, di un istituto religioso, tenuto da suore, che fa divieto, a chi vi viene ospitato, di adottare condotte gravemente contrarie, non solo al decoro
    pubblico, ma alla stessa cristiana
    del luogo, come quella di due uomini che pretendono di profanare la religiosità del sito con azioni provocatorie e insultanti la santità del posto, facendosi fotografare in pose scioccanti per due uomini, assunte a caricatura di una coppia di sposini.

    1. ah già, le cose vanno fatte di NASCOSTO, come la pedofilia nella chiesa o gli inchini delle processioni religiose alle case dei mafiosi.. quelle cose lì si che vanno bene! Vai, torna pure da dove sei venuta

    1. Certo non diventa per questo un luogo sacro; difatti non credo di aver usato quell’espressione.
      Volevo dire che un posto, però, gestito da persone consacrate, non può che riflettere, nell’uso che se ne fa, i valori di riferimento del gestore

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