TOSCANA, ISOLA FELICE

Dopo aver rapprovato lo Statuto che tutela i diritti di gay e lesbiche, la legge contro le discriminazioni, gli ormoni gratuiti ai transessuali adesso c’è anche una task force tutta per noi.

Esiste una Regione, in Italia, pioniera dei diritti di gay, lesbiche, transessuali e transgender. Stiamo parlando della Toscana, terra che per prima al mondo abolì la pena di morte e che da allora ha sempre avuto un’attenzione particolare per la tutela dei diritti.

Dal 1998 la Regione ospita sulla sua costa la meta privilegiata del turismo GLBT, la Versilia e Torre del lago in particolare, confermando la vocazione all’accoglienza di tutti, nessuno escluso. Nel 2004 invece, la Toscana approvò una legge avanzatissima per tutelare gay e lesbiche residenti sul territorio e si diede uno Statuto talmente aperto verso la minoranza GLBT da scatenare le ire del centrodestra all’epoca al potere, il quale impugnò il testo già approvato davanti alla Corte Costituzionale. La giunta regionale vinse la battaglia e oggi gli omosessuali toscani godono di tutele e diritti senza eguali in Italia. Poi è venuto il momento, la scorsa estate, in cui l’allora assessore alla Sanità Enrico Rossi fece approvare una legge che poneva a carico del Sistema Sanitario Regionale (uno dei più efficienti e con i conti a posto) il trattamento ormonale per i transessuali.

Con queste premesse, nell’anno europeo delle pari opportunità per tutti, la Regione Toscana non poteva certo mancare all’appuntamento: la giunta ha creato presso l’assessorato alle riforme istituzionali una task force per dare maggiore energia e slancio all’applicazione di quelle norme.

Il programma di lavoro si muoverà su più livelli. «Vogliamo – spiega Fragai, l’assessore regionale alle riforme – organizzare corsi per famiglie e insegnanti: nelle scuole e tra le associazioni. Li stiamo organizzando con l’assessorato alla salute, per parlare di sessualità consapevole e preparare il personale sanitario. Ne faremo altri nei luoghi di lavoro, per parlare di mobbing e discriminazioni, incontrando lavoratori e datori di lavoro. Un percorso specifico riguarderà la minoranza trangender, che più rischia l’esclusione sociale. La violenza è un’altra piaga che dobbiamo combattere, la sicurezza un obiettivo da conquistare».

Il lavoroLa prima delle priorità è l’eliminazione di ogni discriminazione fondata sull’orientamento e l’identificazione sessuale nell’accesso e nella permanenza sul mercato di lavoro. «Saranno attivate – accenna l’assessore – borse di formazione per chi ha disturbi di identità di genere e bisogno di aiuto e di un percorso di formazione mirato per rientrare sul mercato del lavoro». Per i transessuali è stato inoltre creato un centro di riferimento a Careggi e già decisa, l’estate scorsa, la gratuità delle cure ormonali. Il prossimo passo sarà la costruzione di una rete regionale di riferimento.

Formazione nelle Asl e a scuolaUn corretto approccio a volte può far miracoli e rendere tutto molto meno difficile. Per questo la Regione ha deciso di formare anche medici, infemieri ed insegnanti: per non dare per scontata ad esempio l’eterosessualità delle ragazze alla prima visita ginecologica o per parlare di certi temi fin dalla scuola media superiore. Un’azione parallela è prevista sugli operatori dei consultori. Altri incontri sono rivolti invece ai genitori. Le Asl hanno già presentato un progetto per la formazione del personale, che partirà nei prossimi mesi. Per la scuole è tutto rinviato al prossimo anno scolastico. Percorsi di formazione sono previsti anche per i vigili urbani.

EventiNon mancheranno, infine, campagne di informazioni e iniziative di sensibilizzazione. «La Regione Toscana – sottolinea l’assessore Fragai – è tra i fondatori della neonata Rete nazionale degli enti locali contro le discriminazioni per orientamento sesssuale e identità di genere. Anche per questo ospiteremo ad ottobre una delle quindici iniziative nazionali dell’Anno europeo previste dall’Unione europea». L’appuntamento è a Firenze, all’interno della prossima edizione del Festival della creatività.

Leggi   L'Università di Verona raccoglie 160 firme di docenti e ricercatori: bocciato il Congresso Mondiale delle Famiglie

di Daniele Nardini