TOSCANA: PASSA LO STATUTO PRO-GAY

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La Corte Costituzionale avrebbe dato il 'via libera' alla Carta regionale, rigettando le opposizioni del governo. Che si opponeva a coppie di fatto e voto agli immigrati.

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ROMA – La Corte Costituzionale si avvia a dare il via libera allo statuto della Regione Toscana. I giudici della Consulta – secondo quanto si è appreso – avrebbero deciso l’inammissibilità e l’infondatezza delle numerose questioni (11 in tutto) di legittimità costituzionale sollevate dal governo. La sentenza verrà depositata nei prossimi giorni, probabilmente assieme alle decisioni che la Consulta prenderà anche sugli statuti delle Regioni Umbria ed Emilia-Romagna.
Sui due punti dello statuto maggiormente contestati dal governo, vale a dire la promozione del diritto di voto agli immigrati e il riconoscimento di altre forme di convivenza al di fuori del matrimonio, la Consulta non sarebbe entrata nel merito, dichiarando l’inammissibilità della questione. Così come sono formulati (con l’utilizzo del verbo ‘promuovere’), questi due punti infatti non sarebbero espressione di norme prescrittive nè vincolanti.
Esulta il presidente del Consiglio regionale toscano, Riccardo Nencini: «Se la notizia risultasse fondata, sarebbe stata vinta una grande battaglia di civiltà». Per Nencini, se il ‘via libera’ sarà confermato, «uno Statuto straordinariamente innovativo sul piano dei diritti civili e sul piano del riequilibrio dei poteri fra Parlamento e Governo regionale diventerebbe legge. Attendiamo con serenità la sentenza della Corte Costituzionale».
Anche Paolo Cocchi, Capogruppo dei Ds del Consiglio regionale, si dimostra soddisfatto: «Se la sentenza della Corte Costituzionale dovesse confermare le anticipazioni di oggi saremmo di fronte ad un grande successo per la Toscana. Ne uscirebbe confermato il suo ruolo innovativo sul piano dei diritti civili e di cittadinanza».
Franco Grillini Deputato DS Presidente Onorario Arcigay, considera il ‘via libera’ «un fatto largamente positivo soprattutto per quanto riguarda i diritti civili e i diritti delle coppie di fatto». «La Regione Toscana – prosegue Grillini – è senza dubbio una apripista per ciò che attiene i diritti delle coppie di fatto e coerentemente di recente ha approvato anche una legge contro le discriminazioni verso le persone omosessuali, prima in Italia. Vogliamo sperare che anche altre Regioni seguano l’esempio».
I punti critici che il Governo ha ritenuto essere invasivi delle “costituzionali competenze dello Stato” sono stati 11, tra cui soprattutto il riconoscimento delle coppie di fatto, l’estensione del diritto di voto agli immigrati, la tutela e valorizzazione del patrimonio storico, artistico e paesaggistico. Lo Statuto regionale era stato approvato, con un voto trasversale, il 19 luglio. In aula, si erano espressi a favore Ds, Margherita, Sdi, Verdi, Fi e An. Prc e Pdci avevano votato no (dichiarandosi contrari all’elezione diretta del presidente della giunta) mentre l’Udc si era astenuto.
L’Arcigay fu una delle prime associazioni a congratularsi con il consiglio: “la Toscana oggi è una Regione d’Europa“. La nuova Carta, infatti, dopo la “tutela e la valorizzazione della famiglia fondata sul matrimonio” inserisce fra le “finalità principali” della Regione “il riconoscimento delle altre forme di convivenza”, senza specificare che debbano essere formate da persone di sesso diverso. Tra queste c’è anche “la tutela e valorizzazione del patrimonio storico, artistico e paesaggistico”. Il tema del voto agli stranieri, invece, è inserito fra i “Principi generali”, dove si legge che “la Regione promuove, nel rispetto dei principi costituzionali, l’estensione del diritto di voto agli immigrati”. Fra la prima e la seconda lettura della nuova Carta regionale, il consiglio ha approvato anche la nuova legge elettorale che porta da 50 a 65 il numero dei consiglieri (previsione contenuta anche nello Statuto). In più, non prevede il voto di preferenza. La nuova normativa elettorale, però, entrerà in vigore solo con l’entrata in vigore dello Statuto.

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