Toscana Pride, dopo Firenze e Arezzo toccherà a Siena

Il sindaco si distinguerà dai suoi predecessori che avevano negato il patrocinio?

Dopo Firenze e Arezzo, toccherà a Siena ospitare il prossimo Toscana Pride.

Ad annunciarlo, con una nota, gli attivisti e promotori della manifestazione. Si legge: “Oggi più che mai c’è bisogno di Pride, c’è bisogno di ribadire che le unioni civili sono solo il primo passo verso il matrimonio egualitario”. Altri temi per cui si sfilerà? I diritti di autodeterminazione delle persone transessuali e intersex, la regolamentazione delle adozioni per coppie omosessuali e single, la modifica della legge 40 (quella che regola la procreazione medicalmente assistita) e l’approvazione della stepchild adoption (l’adozione del figlio del partner).

Al momento nessuna data è ancora stata comunicata.

La manifestazione, ad ogni modo, sarà anticipata da una serie di appuntamenti che avranno luogo in tutta la Toscana. Gli organizzatori sperano in una partecipazione massiccia da parte dei cittadini (40.000 le presenze ad Arezzo lo scorso anno, un grande successo) e delle istituzioni. I sindaci di Firenze nel 2016 e di Arezzo nel 2017, infatti, non concessero il patrocinio all’evento.

Il sindaco di Siena, Bruno Valentini, si distinguerà dai suoi predecessori?

Ti suggeriamo anche  Dolomiti Pride, la provincia autonoma di Trento nega il patrocinio