TOSCANA SENZA DISCRIMINAZIONI

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Per la prima volta una Regione vieta la discriminazione per orientamento sessuale. E detta norme che tutelano i cittadini glbt. Esultano sinistra e associazioni: ora tocca al Parlamento.

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FIRENZE – Multe salate per i datori di lavoro che discriminano in base all’orientamento sessuale delle persone; specifiche politiche del lavoro per i transessuali e la possibilità di delegare al proprio partner le decisioni sulla propria salute in caso di incapacità. Questo sono solo alcune delle importanti norme contenute nella legge intitolata “Norme contro le discriminazioni determinate dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere” approvata oggi dal consiglio regionale toscano con i voti favorevoli del centrosinistra e Prc e il voto contrario dell’Udc. An e Fi non hanno partecipato al voto.
Contenuti ‘rivoluzionari’ della leggeObiettivo della legge (clicca qui per il testo) è «consentire ad ogni persona la libera espressione e manifestazione del proprio orientamento sessuale e della propria identità di genere» e promuovere «il superamento delle situazioni di discriminazione». L’articolo 7 riconosce il diritto, per chiunque, di indicare chi debba prendere per lui decisioni riguardo i trattamenti terapeutici in caso di malattia grave, e che il designato può anche essere un convivente o il compagno.

Alle associazioni rappresentative dei diversi orientamenti sessuali è riconosciuto il diritto di verificare il rispetto degli standard etici nelle aziende che abbiano ottenuto la certificazione di Responsabilità sociale (Sa 8000). La legge mira anche a favorire l’offerta di eventi culturali «aperti ai diversi stili di vita».
Fra le altre cose si garantisce poi l’accesso, a parità di condizioni, agli interventi e ai servizi forniti dalla Regione. Sono previsti interventi per sostenere l’inserimento lavorativo delle persone discriminate per il loro orientamento sessuale. I transessuali e i transgender saranno destinatari di specifiche politiche regionali del lavoro, in quanto soggetti esposti dal rischio di esclusione sociale. Ancora, con appositi fondi del piano sanitario regionale, le Asl garantiranno interventi di informazione consulenza e sostegno per «rimuovere gli ostacoli alla libertà di scelta della persona circa il proprio orientamento sessuale o la propria identità di genere». D’ora in avanti, infine, sarà severamente punito qualsiasi atto di discriminazione nei pubblici esercizi e nei servizi turistici e commerciali della Toscana.
Una legge nata da una proposta delle associazioniIl testo approvato è quello elaborato dalla giunta regionale in risposta alla sollecitazione delle associazioni glbt toscane che due anni fa sottoposero all’attenzione del governo regionale una proposta di legge analoga redatta da Corrada Giammarinaro. Il testo licenziato non si discosta molto da quello proposto dall’associazionismo, ed è stato giudicato soddisfacente anche da quest’ultimo.
Scontro duro tra maggioranza e opposizioneLa legge è stata approvata dopo un dibattito a tratti anche aspro tra centrosinistra e centrodestra. Per la maggioranza «si tratta di una legge che fa fare un passo avanti alla Toscana», l’opposizione la definisce invece «un manifesto elettorale che non aggiunge niente alle norme già in vigore». Secondo alcuni rappresentanti del centrodestra, inoltre, sarebbe stato meglio inserire le norme antidiscriminatorie nelle leggi generali della Regione, mentre in questo modo la giunta avrebbe voluto fare un regalo alle associazioni gay per propiziarsi i voti degli omosessuali nelle prossime regionali.

«Non vedo come si possa parlare di provvedimento elettorale per un testo che la giunta ha presentato due anni fa – ha detto il presidente della Regione, Claudio Martini – e che è arrivato in aula oggi perchè è stato oggetto di un lungo travaglio. E’ vero, molto di quanto stabilito in questa legge si può trovare in altri provvedimenti, ma oggi abbiamo l’opportunità di mettere ordine in un insieme di norme che rispondono a un’esigenza sentita: la lotta alle discriminazioni».
«Mi pare difficile negare che le discriminazioni esistano sempre – ha detto Paolo Cocchi, capogruppo Ds – ci sono ministri che parlano di culattoni. E’ una legge manifesto, sì, perchè ha un contenuto limitato, ma quando si parla di diritti delle persone, anche il poco conta». Anche per il capogruppo del Pdci, Luciano Ghelli, «questa legge è importante e utile, perchè le discriminazioni, purtroppo, esistono sempre», mentre per Giovanni Barbagli, capogruppo del Prc, «questa legge va nella direzione della protezione sociale e della difesa di quei diritti che vengono negati, non è una battaglia di religione ma di civiltà».
Nel dibattito è intervenuto anche l’assessore regionale alla cultura, Mariella Zoppi: «è vero che nell’articolo 3 della Costituzione c’è già tutto, ma purtroppo è anche vero che bisogna legiferare perchè quell’articolo venga applicato».

Esultano le associazioni glbtLe associazioni omosessuali hanno salutato naturalmente con favore l’approvazione della legge. «La Toscana manda un messaggio forte a tutto il paese perchè si intervenga per superare le discriminazioni ed i pregiudizi verso gay, lesbiche e trans». E’ il commento di Alessio De Giorgi, presidente dell’Arcigay Toscana. «E’ una legge – aggiunge De Giorgi – analoga a molte altre in Europa ma in Italia è la prima ed ad oggi l’unica nel suo genere. Fu proposta al presidente Martini da Arcigay Toscana, insieme all’Agedo Toscana, al Mit Toscana e all’associazione Ireos di Firenze. Alla maggioranza che governa la Regione ed al presidente Martini in particolare va il nostro apprezzamento per aver mantenuto la promessa di portare avanti la legge contro le discriminazioni».
Per Andrea Benedino, portavoce nazionale CODS Coordinamento Omosessuali DS, «con questa legge la Toscana getta finalmente acqua sui roghi che ogni giorno vengono accesi ai danni delle “streghe omosessuali”, loro sì vittima quotidianamente di abusi, discriminazioni e vessazioni. Auspichiamo che presto altre regioni seguano l’esempio della Toscana e che a partire dalla preparazione dei programmi per le prossime elezioni regionali, il centrosinistra sappia assumere questa proposta come una delle proposte qualificanti la propria piattaforma. Ci auguriamo che presto anche il Parlamento nazionale possa approvare una legge antidiscriminatoria».
“Di fronte al governo italiano che falsifica le direttive europee discriminando le persone omosessuali in certi settori lavorativi e al vicepresidente del Senato, Domenico Fisichella, di Alleanza nazionale, che licenzia il capo della sua segreteria perché è andato ad una festa gay, la risposta della Toscana appare la più appropriata – è il commento di Sergio Lo Giudice, presidente nazionale di Arcigay – L’Italia è uno dei pochissimi paesi europei ad essere tuttora privo di una seria legge contro le discriminazioni. L’opportunità offerta da una direttiva europea contro le discriminazioni sul lavoro è stata stravolta dal governo di Silvio Berlusconi, che su proposta, tra gli altri, del ministro Rocco Buttiglione, ha trasfigurato la direttiva europea producendo un decreto legislativo che introduce nuove discriminazioni fondate sull’orientamento sessuale, prima sconosciute all’ordinamento italiano”.
Il consiglio regionale toscano, prima del voto sulla legge «contro le discriminazioni determinate dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere», ha approvato all’unanimità un ordine del giorno di Forza Italia con lo stesso titolo della legge. «Con questo ordine del giorno – ha spiegato Maurizio Dinelli, capogruppo di Forza Italia – abbiamo voluto sottolineare che siamo contro le discriminazioni, che ancora esistono e che vanno combattute, ma che non è con questa legge che si persegue questo obiettivo. Anche perchè si tratta di una legge che in alcuni punti va fuori le competenze regionali».

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