TRA CINQUE GIORNI IL PRIDE DI ROMA. MEGLIO SOBRI O COLORATI?

Potrebbe essere un passaggio fondamentale nella storia delle comunità GLBT italiana. Quanto è importante andarci? E in che modo è più utile scendere in piazza?

Il conto alla rovescia è cominciato. Mancano cinque giorni al 16 giugno, giornata scelta per il Gay Pride 2007 di Roma. I media non ne parlano, ma la comunità GLBT è in fermento. Continuano ad arrivare adesioni di personaggi noti della politica e del mondo dello spettacolo, il calendario degli eventi è fittissimo e ovunque in Italia si stanno organizzando pullman e treni per permettere a chiunque di raggiungere la capitale in tempo.

Dopo la scarsa affluenza alla Giornata del coraggio laico in contrapposizione al Family Day, gli organizzatori ce la stanno mettendo tutta, perché questo, la cui piattaforma si riassume nello slogan ‘Parità, dignità, laicità’, potrebbe essere il Pride più importante dal 2000 a oggi. I temi sono tanti e per niente facili da affrontare: i DICO sono stati superati dall’appello ufficiale per il matrimonio gay, per il quale si è anche chiesta una modifica del codice civile vigente; la laicità dello stato è spesso stata messa in dubbio dalle ingerenze delle gerarchie ecclesiastiche nelle questioni politiche; gli episodi di omofobia si sono susseguiti nelle ultime settimane arrivando anche a fatti gravissimi (non a caso il Come deve essere il Pride di quest’anno? Colorato e carnascialesco o sobrio e convincente?Pride sarà anche il momento per chiedere una rapida approvazione del pacchetto antiviolenza, fermo alla Commissione Giustizia della Camera).

Non tutta Roma, però, è felice di accogliere la grande manifestazione GLBT. Il portavoce del Comitato difesa Esquilino Augusto Carateli e l’esponente di Militia Christi Fabrizio Lastei spiegano: "Apprendiamo con profonda costernazione che il corteo del gay pride passerà all’interno del rione Esquilino, notoriamente fermo nella difesa delle proprie radici storico-culturali e religiose fortemente cattoliche, costituendo così un’oggettiva offesa e provocazione a migliaia di persone e famiglie cristiane. I movimenti e i comitati Roma caput mundi – conclude la nota – si stanno mobilitando per far sentire, puntuali come sempre, la propria voce in difesa dei valori non negoziabili dell’uomo".

Come sempre, insomma, il Pride è un evento in grado di provocare reazioni forti. Non a caso anche la comunità si interroga su come si debba svolgere il corteo di sabato. Siamo abituati a colori sgargianti, paillettes, piume di struzzo e zeppe: una sorta di carnevale multigenere a cui molti non vogliono rinunciare (anche in nome delle origini del Pride stesso). Altri, invece, che vogliono partecipare e riconoscono l’importanza dell’evento in questo momento, pensano che ‘le esagerazioni’, per una volta, andrebbero messe da parte, in

nome di una sobrietà che dovrebbe servire a sensibilizzare più persone possibili alle tematiche proposte. Anche sul forum di Gay.it , dopo il Family Day, si è aperta un’accesa discussione in merito. In ogni caso, sembra che tutti siano concordi sull’idea che, questa volta, non si possa proprio restare a casa. Voi come la pensate?

di Caterina Coppola