Niente trans nell’esercito: la Corte d’Appello fa felice Donald Trump

La contestatissima legge contro le persone transgender nell’esercito americano riabilitata dalla corte d’appello.

Una vera e propria doccia fredda.

La settimana scorsa la corte d’appello di Washington ha sorprendentemente sentenziato a favore delle politiche transfobiche volute dall’amministrazione Trump.

Due anni fa, come dimenticarlo, il tycoon-presidente annunciò via Twitter di voler vietare l’esercito alle persone transgender. La legge, contestatissima, venne travolta dai ricorsi in tribunale e modificata. Nell’aprile del 2018 il giudice federale Marsha Pechman la bocciò senza se e senza ma, perché discriminatoria nei confronti delle persone transgender, invitando il governo a dimostrare come e quanto fosse «motivata da interessi convincenti, piuttosto che da pregiudizi o stereotipi».

Il 4 gennaio 2019, come detto, l’inatteso colpo di scena da parte della corte d’appello, che ha riabilitato la legge dello scandalo, che di fatto mira a vietare l’arruolamento a quelle persone transgender alle quali è stata riconosciuta la disforia di genere. Shannon Minter, direttore legale del National Center for Lesbian Rights, ha amaramente commentato: «Questa sentenza è uno schiaffo devastante per i membri transgender dell’esercito che hanno dimostrato la loro idoneità a servire e la loro dedizione a questo nazione».

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