Trans fermate a Pescara: interrogazione della Rosa nel Pugno

Un provvedimento anacronistico, che si basa sul testo unico sulla pubblica sicurezza del 1931, in pieno ventenio fascista, che ora è anche discriminatorio

“Anacronistico, persecutorio, discriminante e in conflitto con lo spirito e i vincoli del diritto dell’Unione europea”. Così alcuni deputati della Rosa nel Pugno hanno definito l’intervento dei Carabinieri di Montesilvano, in provincia di Pescara, che ieri hanno fermato e multato alcune trans sudamericane perché vestite da donna.

La legge a cui si sono appellati i militari, durante un’operazione anti prostituzione, è il testo unico di pubblica sicurezza che risale addirittura al 1931 che recita così: “È vietato comparire mascherato in luogo pubblico. Il contravventore è punito con la sanzione amministrativa da lire 20.000 a lire 200.000”.

I deputati hanno presentato oggi un’interrogazione ai ministri della Giustizia, degli Interni, delle Pari Opportunità, della Difesa e della Solidarietà Sociale chiedendo se non ritengano sia il caso di “adottare ogni misura volta a rivedere l’articolo di legge sopra citato considerando il cambiamento dei costumi e le maggiori garanzie di tutela dei diritti delle persone transessuali rispetto al contesto in cui fu emanata tale norma” che, lo ricordiamo, era nel pieno del ventennio fascista. Inoltre i sottoscrittori dell’interrogazione, scrivono anche che “tale applicazione della legge, volto a colpire una parte della popolazione già discriminata da atteggiamenti omofobici diffusi nel paese, costituisce una violazione dei diritti civili e umani della persona”.