Travolta e George: i tormentati rapporti tra star e fede

Scientology minaccia l’attore statunitense di rivelare le sue storie gay, mentre il movimento Hare Krissnah impedisce a Boy George di diventarne parte attiva perché è gay: “Sposi una donna ed entrerà”

Tempi duri per i rapporti tra le star e la fede. E’ di questi giorni la notizia che John Travolta, travolto dal dolore per la morte del figlio, ennesima tragedia della sua sfortunata vita, voglia abbandonare la potentissima organizzazione Scientology, dopo essere stato per ben 30 anni un fedele seguace, nonché finanziatore. Scientology, che già mal sopporta l’abbandono di comuni adepti, ha reagito molto male alla notizia delle intenzioni di un personaggio del calibro di Travolta ed ha fatto sapere che, se davvero il re della Febbre del Sabato Sera lascerà l’organizzazione, questa si vedrà "costretta" a rivelare le sue storie omosessuali. Si vocifera di una storia tra l’attore e, addirittura, l’istitutore di Jett, il figlio autistico morto qualche mese fa per un incidente domestico durante il quale ha battuto la testa. Per Scientology, l’omosessualità è una malattia ed è quindi evidente l’intento diffamatorio che sta dietro queste minacce che rivelano, per altro, la scarsa libertà di cui godono i fedeli di Scientology una volta entrati a far parte dell’organizzazione.

Problemi di fede anche per Boy George che, dopo avere superato i suoi recenti problemi giudiziari, avrebbe voluto diventare ufficialmente membro del movimento Hare Krisnah, di cui è seguace da moltissimo tempo. Il movimento in questione, però, ha fatto sapere di non potere accettare la richiesta dell’ex leader dei Culture Club perché è omosessuale. Per diventare completamente membri di Hare Krishna, infatti, George dovrebbe sposare una donna. Il punto, però, non è che gli Hare Krisha rifiutano i gay, perché la Società Internazionale per la Consapevolezza Krishna dice di accettarli, a patto che sposino una donna e abbiano figli che, a loro volta, diventino seguaci del movimento. In sostanza, il sesso è visto non come uno dei mezzi che conducono all’esistenza sprituale, ma come strumento per la procreazione che, quindi, può avvenire solo tra un uomo e una donna. Certo è che chiedere ad un gay non tanto di rinunciare al proprio orientamento (cosa già di per sé impossibile), ma di mantenerlo sposando una donna e procreando con essa, appare come una ipocrita forzatura, per usare un eufemismo.

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